Durante il Goodwood Festival of Speed (9-12 luglio 2026), Automobili Mignatta ha rivelato al pubblico internazionale i bozzetti stilistici della Rina nella sua declinazione coupé. Il progetto rappresenta un'evoluzione naturale della già celebre versione barchetta, mantenendone l'essenza sportiva ma aggiungendo la praticità e l'eleganza di una carrozzeria completamente chiusa. Il debutto definitivo della vettura nelle concessionarie è programmato per il prossimo anno.

Il disegno esteriore racconta una storia di purezza stilistica riconducibile alle migliori tradizioni italiane. Il profilo laterale risulta snello e dinamico, mentre la parte posteriore si caratterizza per una coda tronca che richiama i classici della storia automobilistica nazionale. A questa soluzione si accompagna un sistema di doppi fari circolari che rafforzano il carattere retrò della proposta. Particolarmente interessante è il modo in cui il tetto dialoga visivamente con il gruppo posteriore: le linee del padiglione si interrompono nettamente e si collegano armoniosamente con i profili della coda, enfatizzando il legame genetico con la versione scoperta.

Un elemento distintivo del design è l'adozione del tetto "double bubble", una scelta che coniuga l'ottimizzazione aerodinamica con la massimizzazione dello spazio interno per gli occupanti. Questa soluzione classica rappresenta un compromesso intelligente tra le esigenze fluidodinamiche esterne e il comfort abitativo. La struttura portante dell'intera vettura si basa su una sofisticata monoscocca costruita in fibra di carbonio, sviluppata in via esclusiva dal costruttore piemontese.

Sotto il cofano batte il cuore di una vera sportiva: un motore V8 da 5 litri con aspirazione naturale capace di generare circa 500 cavalli vapore. La trasmissione è una manuale transaxle, con il cambio montato al retrotreno in blocco unico con il differenziale. Questo posizionamento consente un equilibrio ottimale della massa tra gli assi, garantendo il comportamento dinamico che caratterizza il marchio Mignatta. La scelta del cambio manuale testimonia la volontà della casa di preservare il contatto diretto tra pilota e macchina, una delle caratteristiche fondanti della Rina barchetta.