Una disavventura che poteva trasformarsi in tragedia si è invece rivelata una straordinaria lezione sulla resistenza della tecnologia moderna. Liel Farhat, durante una gita in barca nelle acque greche antistanti Atene, ha accidentalmente fatto cadere il suo iPhone 16 Pro oltre la ringhiera dello yacht. Il dispositivo, utilizzato per scattare fotografie, è scivolato dalle mani in un attimo di distrazione e ha raggiunto il fondale marino a una profondità di circa quattro metri. In quel momento, nessuno avrebbe scommesso sul recupero: lo stesso comandante dell'imbarcazione aveva già dichiarato la situazione perdente.
A sorprendere tutti ci ha pensato il marito di un'amica di Farhat, un subacqueo professionista che non ha esitato a tuffarsi per tentare il recupero. La ricerca sarebbe stata complicata se non fosse per un dettaglio cruciale: il telefono continuava a trasmettere luce dal fondo dell'oceano. La ragione era affascinante quanto inaspettata: lo smartphone stava ancora registrando un video, iniziato pochi secondi prima della caduta, mantenendo quindi lo schermo acceso e visibile anche sott'acqua.
Il filmato risultante è diventato una testimonianza insolita della vita marina: pesci che passano indifferenti, sabbia e rocce illuminate dalla luce dello schermo di uno smartphone rimasto sommerso per undici minuti consecutivi. Una volta portato in superficie e asciugato con un semplice asciugamano, l'iPhone ha continuato a funzionare come se nulla fosse accaduto. Nessun danno visibile, nessun malfunzionamento, nessuna traccia del bagno salato. Il video della vicenda è stato condiviso su Instagram, dove ha rapidamente superato i 13,5 milioni di visualizzazioni, diventando un caso da manuale sulla durabilità della tecnologia Apple.
Il merito di questa resistenza va attribuito alla certificazione IP68 dell'iPhone 16 Pro, uno standard internazionale che assicura protezione contro polvere e immersioni in acqua dolce entro specifici limiti di profondità e durata temporale. Va sottolineato, tuttavia, che questa certificazione non copre tecnicamente l'acqua salata, notoriamente più corrosiva per i circuiti elettronici. Il caso di Farhat rappresenta quindi non solo una fortunata coincidenza, ma anche una dimostrazione empirica di come gli ingegneri Apple abbiano costruito dispositivi capaci di superare anche le specificazioni tecniche ufficiali.