Un silenzio lungo mesi si è interrotto con la notizia della morte di Gao Shanwen, cinquantacinque anni, tra i più influenti economisti della Repubblica Popolare Cinese. L'annuncio arriva dopo una lunga assenza dai riflettori che aveva alimentato interrogativi e speculazioni internazionali sulle sue sorti. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il decesso sarebbe avvenuto a causa di una malattia, sebbene fonti vicine all'esperto avessero già riferito di una diagnosi di tumore ricevuta nei primi mesi del 2025.
La visibilità mondiale di Gao era balzata alle stelle nel dicembre 2024, quando aveva pronunciato un intervento al Peterson Institute for International Economics di Washington durante una conferenza di rilievo. In quella circostanza aveva messo in discussione in modo esplicito l'affidabilità dei dati ufficiali sulla crescita economica cinese, dichiarando che il tasso reale potesse attestarsi intorno al 2% negli ultimi due o tre anni, in netto contrasto con il 5% circa rivendicato dalle autorità cinesi. Un'affermazione particolarmente significativa considerando il suo ruolo passato come capo economista di Sdic Securities, società controllata dallo Stato.
Le dichiarazioni di Gao erano state percepite come una critica diretta alla linea del governo su una materia particolarmente sensibile: l'affidabilità dei numeri macroeconomici sulla cui solidità Pechino ha costruito la propria narrativa di successo economico. Dopo quell'intervento pubblico, l'economista aveva progressivamente ridotto la sua partecipazione a eventi e conferenze, sparendo quasi completamente dalla vita pubblica fino a una breve apparizione in videoconferenza durante un forum dell'università di Peking nel settembre 2025.
Durante i mesi di assenza erano circolate voci su possibili indagini nei suoi confronti, anche se il vero motivo del suo ritiro rimaneva incerto fino alla divulgazione della sua condizione di salute. La morte di Gao rappresenta la perdita di una delle poche voci influenti all'interno dell'establishment cinese disposte a sollevare dubbi pubblicamente sulla validità dei dati economici ufficiali, una questione che rimane controversa negli ambienti internazionali e che gli esperti occidentali considerano da anni come profondamente problematica dal punto di vista della credibilità statistica.