Marine Le Pen consolida la sua marcia verso l'Eliseo. Secondo i dati Ifop per LCI e Le Figaro, la numero uno del Rassemblement National raccoglierebbe il 36% dei consensi al primo turno delle elezioni presidenziali del 2027, segnando un'ascesa di quattro punti in soli quindici giorni. Un risultato che illustra come il dibattito politico transalpino sia ormai completamente entrato nella fase di campagna elettorale, proprio mentre la Francia si prepara a dire addio all'era Macron e a riscrivere i propri equilibri di potere.
La decisione della Corte d'appello di Parigi, che una settimana fa ha confermato la colpevolezza di Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari europei, non ha generato l'effetto frenante che molti analisti prospettavano. Nonostante la sentenza attestasse l'abuso di fondi destinati al personale del Parlamento Ue, i magistrati hanno mantenuto la possibilità per lei di candidarsi alle prossime elezioni, almeno fino alla decisione definitiva della Corte di Cassazione, verso cui il suo team legale ha già presentato ricorso. Quella mossa giudiziaria, piuttosto che indebolirla, sembra aver rafforzato il consenso intorno alla sua leadership.
Durante l'intervista su TF1 in cui ha annunciato ufficialmente la corsa presidenziale, Le Pen ha inquadrato la sua candidatura come una missione di "rinascita nazionale", puntando i riflettori su questioni che toccano le corde sensibili dell'elettorato francese: la difesa della sovranità, la gestione dell'immigrazione, il rafforzamento della sicurezza e il miglioramento del potere d'acquisto. Accanto a lei continua a emergere la figura di Jordan Bardella, ormai fulcro strategico del partito e indicato dai media come potenziale primo ministro nell'ipotesi di una vittoria del RN.
Il vantaggio sondaggistico di Le Pen trae linfa anche dalla confusione che regna nel resto dello scacchiere politico francese. Emmanuel Macron, alla fine del secondo mandato consecutivo, non può ripresentarsi, mentre lo schieramento centrista fatica a identificare un erede capace di raccogliere l'eredità del presidente uscente. Contemporaneamente, l'opposizione di sinistra rimane frammentata e incapace di offrire un'alternativa unitaria credibile. È in questo quadro di debolezza degli avversari che il Rassemblement National consolida la sua posizione, trasformando una sentenza che avrebbe potuto rivelarsi fatale in un'occasione di rafforzamento del consenso.