È ufficialmente iniziata ad Arles la 57esima edizione delle Rencontres d'Arles, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia contemporanea. Il festival, che resterà aperto dal 6 luglio fino al 4 ottobre 2026, si pone quest'anno sotto il segno del continente africano, con una programmazione che spazia dalle narrazioni storiche alle letture critiche post-coloniali, fino alle creazioni artistiche più attuali. Sotto la direzione artistica di Christoph Wiesner, la manifestazione alsaziana dedicherà ampio spazio anche ai fotografi della sponda meridionale del Mediterraneo.

Nel calendario 2026 spicca il tributo al leggendario fotografo statunitense William Klein, decimo anniversario della scomparsa del maestro che il 19 aprile 1926 nacque a New York. Accanto a Klein, il programma propone i lavori di altre figure fondamentali come Martine Barrat, che ha documentato il quartiere parigino della Goutte d'Or e la New York degli anni Settanta tra Harlem e il Bronx, Ming Smith e Harry Gruyaert, permettendo al pubblico di ripercorrere momenti cruciali della storia visuale contemporanea.

L'offerta espositiva è straordinariamente ricca: 47 mostre dislocate in oltre 28 spazi espositivi vedranno protagonisti 400 artisti provenienti da tutto il mondo. Tra le principali esposizioni troviamo 'Ghana! Sognare l'indipendenza 1957-1976', che affronta il tema dell'emancipazione africana, 'Paul Kodjo. Photoromance', 'Sammy Baloji. Paesaggio prisma: un attraversamento del Katanga' e 'Katia Kameli. Il romanzo algerino', quest'ultimo una prosecuzione di un progetto che dialoga con la cultura e la memoria nord-africana.

Le Rencontres d'Arles continuano a confermare il loro ruolo di crocevia globale per la ricerca fotografica, rappresentando un'occasione unica per scoprire tendenze emergenti e celebrare le voci più significative della ricerca visuale internazionale, con una particolare attenzione alle prospettive del continente africano e alla sua complessa dialettica con il mondo occidentale.