Paola Ferrari, attualmente al centro della copertura dei Mondiali di calcio su Rai1, ha svelato i suoi piani per il futuro professionale nel corso di un'intervista esclusiva concessa al settimanale Chi. La celebre conduttrice, punto di riferimento fisso nelle trasmissioni dedicate alla Nazionale italiana, ha comunicato che il torneo mondiale in corso rappresenterà il suo ultimo incarico in questa veste per l'emittente pubblica. «Fra uno o due anni lascerò il servizio attivo», ha dichiarato Ferrari, aggiungendo che potrebbe comunque seguire i prossimi appuntamenti calcistici internazionali attraverso canali alternativi, in particolare mediante contenuti in podcast.

La giornalista ha ripercorso anche episodi meno piacevoli della sua carriera, rivelando di aver subito decisioni arbitrarie in passato. Racconta di essere stata esclusa all'improvviso dalla copertura di una partita della Nazionale a soli due settimane dal fischio d'inizio, e di essere stata ignorata dopo aver condotto il programma precedente gli Europei vinti dall'Italia. In quella occasione, spiega, furono contattati quaranta colleghi per il Mondiale, ma lei non rientrò nella selezione. Nonostante questi ostacoli, Ferrari sottolinea di non essersi scoraggiata, preferendo concentrarsi sulla resilienza dimostrata nel mantenere la propria posizione.

Un aspetto significativo dell'intervista riguarda la critica mossa da Ferrari nei confronti di come il giornalismo sportivo italiano rappresenta le donne. La conduttrice si è espressa in tono severo contro la tendenza a promuovere figure femminili che vengono valorizzate principalmente per l'attrazione fisica che esercitano sul pubblico maschile. «Chi come me ha lottato con professionalità e sacrificio per superare i pregiudizi non può restare silenzioso di fronte a questo fenomeno», sostiene. Secondo Ferrari, invocare la libertà femminile come giustificazione per queste scelte è superficiale: la vera parità passa attraverso il riconoscimento del merito, non attraverso la riduzione delle donne a oggetti di interesse estetico.

Il colloquio include anche una nota di natura più personale, quando Ferrari evoca il rapporto con il principe Alberto di Monaco. Con tono ironico, ricorda che il sovrano monegasco soleva scherzosamente dirle di essere «la sua fidanzata», affermazione che lei respingeva con leggerezza. La giornalista approfitta dell'occasione per descrivere brevemente la sua visione delle relazioni sentimentali, affermando di non essere una donna dominante nelle dinamiche di coppia, ma di preferire mantenere una certa autonomia decisionale. Conclude riflettendo sulla complessità della personalità femminile, sostenendo che una donna contiene molteplici sfaccettature che devono potersi esprimere liberamente nel corso della vita.