Il Festival di Locarno alza il sipario sulla sua 79ª edizione con ambizioni nobili e numeri impressionanti. Dal 5 al 15 agosto 2026, la kermesse ticinese trasformerà nuovamente la suggestiva Piazza Grande in una capitale mondiale del cinema, ospitando 233 film selezionati da una straordinaria mole di candidature. Le iscrizioni hanno infatti registrato un incremento del 21,75% rispetto all'edizione precedente, con ben 7.759 pellicole esaminate dalla commissione internazionale. A guidare questa missione è il direttore artistico Giona A. Nazzaro, che ha definito il cinema come "difesa ultima del mondo" e "laboratorio di speranza" di fronte ai conflitti contemporanei.
Il programma ufficiale rivela un cartellone di rilievo mondiale. Nella sezione di apertura spicca il dramma francese Les Yeux Verts, mentre la Piazza Grande accoglierà titoli di primo piano come The Invite di Olivia Wilde, che riunisce Penélope Cruz, Seth Rogen ed Edward Norton, e Paper Tiger di James Gray con protagonisti Adam Driver e Scarlett Johansson. La rassegna francese prosegue con due titoli di chiusura: Demain je tombe amoureux di Martin Provost con Carole Bouquet e Chiara Mastroianni, e Ni vue, ni connue di Marc Fitoussi con Isabelle Huppert e Diane Kruger.
Il Concorso Internazionale vedrà battagliare 17 film ricchi di sperimentazione formale. Tra questi, il capolavoro atteso è Nowhere to lay my eyes del maestro sudcoreano Hong Sangsoo, con la sua attrice feticcio Kim Minhee. Accanto a lui figurano Violence du corps de l'autre del canadese Denis Côté, I Rarely Wake Up Dreaming della tedesca Isabelle Stever e The House on the Moon del singaporiano Nelson Yeo.
Come da tradizione, il festival dedica ampio spazio alla riflessione storica attraverso la sezione Histoire(s) du Cinéma. Quest'anno il prestigioso Pardo d'Onore va al regista statunitense Darren Aronofsky, con retrospettiva che includerà Mother! e The Fountain. Il Vision Award celebra invece il leggendario Rick Baker, artefice di straordinari effetti speciali e trucco. Locarno rende infine omaggio a due figure scomparse che hanno segnato il cinema contemporaneo: il visionario Roger Corman e il maestro dell'animazione giapponese Isao Takahata.
L'Italia ottiene rappresentanza significativa nel programma. Nel concorso principale figura Ketticè, secondo lungometraggio di Giovanni Tortorici, mentre Salvatore Mereu porta Animali morenti. Nella sezione cortometraggi, unico titolo italiano in gara è Mutrion del veneziano Marco Cavazzin, opera che esplora le radici culturali e tradizionali della Laguna Veneta, confermando lo sguardo internazionale del festival verso le identità locali.