Inizia a Milano un nuovo capitolo della complessa questione che riguarda la partecipazione di atlete russe e bielorusse alle competizioni sportive internazionali. La Coppa del Mondo di ginnastica ritmica in programma al Forum di Assago dal 10 al 12 luglio rappresenterà infatti il primo grande appuntamento dopo che il Comitato Olimpico Internazionale ha dato il consenso al rientro di queste atlete, ora autorizzate a gareggiare senza il vincolo della bandiera neutrale.
Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d'Italia, ha affrontato pubblicamente la questione alla vigilia della manifestazione milanese. Nel suo intervento ha espresso una posizione critica verso le dinamiche attuali che secondo lui starebbero trasformando lo sport in uno strumento politico, contrariamente ai principi fondamentali che hanno caratterizzato le Olimpiadi negli ultimi 130 anni. Facci ha sottolineato come le logiche esterne allo sport stiano generando un effetto controproducente sul movimento ginnastico mondiale, causandone un passo indietro anziché un progresso.
Tuttavia, Facci ha chiarito inequivocabilmente che la federazione italiana, pur organizzatrice dell'evento per conto della Federazione Mondiale di Ginnastica, non ha margini di manovra autonomi. L'organizzazione è infatti vincolata al rispetto rigoroso delle norme stabilite dall'organo internazionale competente e dai protocolli ufficiali. Si tratta di una situazione che mette l'Italia in una posizione scomoda dal momento che, al momento dell'assegnazione della gara, nessuno poteva prevedere questa improvvisa inversione di rotta nel quadro normativo internazionale.
Le complicazioni derivanti da questa decisione andranno oltre Milano. A breve si terrà un secondo congresso continentale coinvolgente circa 50 nazioni europee, che dovrà deliberare sulla questione con specifico riferimento ai Campionati Europei di ginnastica artistica in programma ad agosto a Zagabria. Le federazioni dovranno quindi decidere autonomamente come comportarsi, aprendo potenzialmente a scenari ancora più frammentati nel panorama competitivo europeo.