Nel corso della conferenza stampa tenutasi al vertice Nato di Ankara, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato due considerevoli lapsus linguistici che hanno attirato l'attenzione dei media internazionali. Gli scivoloni sono avvenuti durante uno scambio diretto con la stampa, alla presenza del leader ucraino Volodymyr Zelensky.

Il primo errore ha riguardato la nomenclatura di una potenza mediorientale: Trump ha infatti indicato l'Iran come "la Repubblica islamica del Giappone", invertendo completamente l'identità dello Stato persiano. L'affermazione, pronunciata senza apparente consapevolezza dell'errore, ha generato momenti di imbarazzo tra i presenti.

Accaduto a pochi minuti di distanza, il secondo lapsus si è rivelato ancora più sorprendente. Rivolgendosi a Zelensky per cedere la parola ai cronisti, Trump lo ha identificato come "il presidente Putin", attribuendo al capo di stato ucraino il nome del suo omologo russo. "Avete una domanda per il presidente Putin?", ha domandato retoricamente, per poi correggere il tiro con tono ironico: "Avete una domanda per il presidente Putin, non per Zelensky, ma per Putin?", sottolineando con il dito il leader di Kiev.

La sala ha reagito con perplessità e qualche risata, mentre i giornalisti presenti hanno assistito a una sequenza di errori che hanno evidenziato potenziali problemi di concentrazione o affaticamento durante i negoziati diplomatici. Gli episodi si aggiungono a una serie di dichiarazioni controverse già rilasciate da Trump nel corso del suo mandato presidenziale.

L'accaduto solleva nuovamente interrogativi sulla gestione delle relazioni internazionali da parte dell'amministrazione americana in un momento particolarmente delicato per la sicurezza europea, con la guerra in Ucraina ancora in corso e la coesione atlantica sottoposta a significative pressioni.