Dalla prossima settimana fino al 18 ottobre, le Gallerie d'Italia di Milano ospiteranno un'esposizione straordinaria dedicata a uno dei paradossi più affascinanti dell'arte occidentale: il rapporto complesso tra bellezza e bruttezza durante il Rinascimento. "Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento" rappresenta un viaggio attraverso la trasformazione dei canoni estetici che hanno segnato la storia culturale dell'Occidente nei secoli XV e XVI, presentando al pubblico una prospettiva inedita su come i maestri del tempo abbiano reinventato il concetto stesso di armonia visiva.

L'iniziativa, promossa da Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Bozar di Bruxelles, riunisce più di cento tra dipinti, sculture, disegni e manoscritti straordinari provenienti dai principali musei internazionali: dai Musei Vaticani al Louvre, dal Prado al British Museum, fino al Kunsthistorisches Museum di Vienna e alla National Gallery of Art di Washington. I visitatori potranno ammirare opere di giganti come Botticelli, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Lorenzo Lotto e Michelangelo, attraverso un percorso curato da Chiara Rabbi Bernard che ripercorre l'evoluzione del pensiero estetico rinascimentale fino alla valorizzazione del grottesco e del caricaturale.

Una scoperta centrale della mostra riguarda come gli artisti del Rinascimento non si limitassero a celebrare l'ideale classico di bellezza, ma iniziassero a esplorare sistematicamente il suo opposto: ritratti fisionomici del deforme, studi anatomici del nano Morgante affiancato alla leggendaria Simonetta Vespucci, ricerche sulla caricatura condotte da Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer. Questo nuovo interesse scientifico e artistico ha generato veri e propri generi pitturici originali, tra cui le celeberrime "coppie ineguali" che rappresentavano l'ironia del contrasto umano.

"Alla conclusione del percorso espositivo, bellezza e bruttezza si incontrano simbolicamente" ha spiegato la curatrice, evidenziando come questa tensione dialettica riveli la "complessità che sta alla base dell'esperienza umana". Una riflessione che, secondo Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, consente ai visitatori di comprendere aspetti profondi della condizione umana stessa. Per Michele Coppola, direttore generale delle Gallerie d'Italia, questa mostra consolida la crescente affermazione dell'istituzione nel panorama museale italiano: i dati interni dimostrano un pubblico in costante aumento e confermano le Gallerie come l'iniziativa più conosciuta e apprezzata del Gruppo Intesa Sanpaolo.