Giorgio Amato torna a raccontare gli intrighi della politica italiana con "Election Day", pellicola in sala dal 9 luglio che rappresenta il seguito ideale del suo precedente lavoro "Il Ministro" del 2016. Questa volta il regista concentra lo sguardo su una notte elettorale convulsa, scegliendo come protagonista principale Angela Finocchiaro nel ruolo di Renata Innocenti, una figura complessa: una docente riconvertitasi alla carriera politica che si trova a un passo dal conquistare il ministero della Pubblica Istruzione. Attorno a lei ruota un ensemble di attori che include Giorgio Tirabassi (nel doppio ruolo di collega di partito ed ex compagno), Antonio Geraci in una parte spassosa, oltre a Crisula Stafida, Giulia Gualano, Camilla Icardi e Lino Kone.

La trama segue Renata durante le ventiquattro ore più decisive della sua carriera. Anni di sacrifici e dedizione totale ai progetti politici stanno per concretizzarsi, ma il prezzo pagato è stato altissimo: una figlia ormai adulta che le rimprovera di non essere stata presente durante la crescita e che ha in serbo una rivelazione esplosiva riguardante il nuovo fidanzato. A complicare ulteriormente la situazione interviene Carlo, compagno della candidata e cronista sportivo, che durante una diretta televisiva domenicale si lascia sfuggire commenti razzisti mentre intervista un atleta africano negli spogliatoi. Mentre le urne vengono scrutinate tra dibattiti televisivi, telefonate urgenti dal partito e pressioni dei consulenti di immagine, Renata si ritrova costretta a gestire simultaneamente due emergenze: quella pubblica della sua reputazione politica e quella privata dei disastri familiari che minacciano di crollare addosso ai suoi progetti.

La pellicola sorprende per la sua energia narrativa, mantenendo il ritmo vivace nonostante l'ambientazione principalmente circoscritta all'interno della abitazione di Renata, dove si è radunato il suo team di più fidate collaboratrici. La commedia funziona perché costruita su contrasti credibili tra la sfera privata e quella pubblica, sfruttando le dinamiche che emergono quando la vita personale irrompe violentemente negli spazi professionali. Angela Finocchiaro dimostra una capacità straordinaria nel passare dalla disperazione all'improvvisazione, dal controllo alla perdita totale di equilibrio, incarnando alla perfezione l'ossimoro di una donna che sa perfettamente navigare i meandri della politica ma non riesce a governare il caos domestico.

Ciò detto, il film mantiene sempre un tono leggero e intrattenitivo senza però scavare veramente a fondo nelle contraddizioni di chi sceglie la politica come professione. Le critique ai vizi del sistema rimangono in superficie, preferendo inseguire le risate facili piuttosto che offrire una satira più mordace e penetrante. La pellicola funziona come commedia pura, ma chi sperava in una dissacrazione più spietata della macchina politica italiana potrebbe sentire una certa insoddisfazione. Rimane comunque un'opera che sa divertire e che conferma la capacità di Amato di padroneggiare il genere.