La federazione atletica russa ha deciso di ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport per impugnare il divieto assoluto che impedisce ai suoi atleti di competere nelle manifestazioni internazionali. La decisione arriva dopo che World Athletics ha confermato venerdì scorso l'esclusione totale, mantenendo una linea dura che non si è scalfita dall'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022. In una dichiarazione ufficiale, Mosca sostiene che il provvedimento lede interessi fondamentali dello sport nel paese e lo qualifica come discriminatorio.

La strategia della federazione russa può contare su alcuni precedenti incoraggianti. Infatti, lo stesso Tribunale Arbitrale dello Sport ha recentemente dato ragione alle federazioni russe di slittino e sci, ritenendo i loro ban sproporzionati o discriminatori nei confronti degli atleti. Nel caso dei slittinisti, i giudici hanno stabilito che il divieto non era coerente con l'obiettivo dichiarato di garantire competizioni sicure, mentre per gli sciatori hanno ravvisato una chiara discriminazione.

Ma il vero precedente che potrebbe influenzare questa battaglia legale è la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di martedì scorso. L'organismo ha revocato le restrizioni sugli atleti russi a livello internazionale, permettendo loro di tornare a competere con status neutrale e sotto condizioni molto rigorose a partire da marzo 2023. Tuttavia, World Athletics ha scelto una strada diversa e più severa rispetto al Cio, rifiutando comunque la partecipazione russa alle sue gare.

Questa divergenza ha creato un panorama frammentato nel mondo dello sport internazionale. Pierre Ducrey, direttore sportivo del Cio, ha confermato che il reintegro degli atleti russi avverrà in modo disomogeneo: alcune federazioni internazionali li rifiutano categoricamente, come l'atletica, mentre altre già li hanno riammessi con regole specifiche, come il judo e il nuoto. Proprio per questa incoerenza, il Tribunale Arbitrale dello Sport aveva già posto freni alle organizzazioni più intransigenti nel corso del 2024.

La partita legale che si apre adesso mette di fronte due visioni opposte: da un lato World Athletics sostiene la necessità di mantenere il divieto, dall'altro Mosca chiede di allineamento alle decisioni prese da altri organi di governo dello sport mondiale. Il verdetto del Tas potrebbe avere ripercussioni significative non solo sull'atletica, ma anche sul modo in cui altre federazioni internazionali affronteranno la questione dei competitori russi nei prossimi mesi.