Una piega internazionale per la vicenda legale che coinvolge il noto designer italiano Riccardo Tisci. Un tribunale federale di Manhattan ha deciso di ricorrere agli strumenti di cooperazione giudiziaria tra Stati per ascoltare il cantante Alessandro Mahmood come testimone nel procedimento civile intentato da Patrick Cooper, cittadino americano che accusa lo stilista di molestie sessuali. La decisione arriva dopo che Mahmood aveva inizialmente rifiutato di presentarsi spontaneamente negli Stati Uniti per rendere la propria deposizione.
Secondo la documentazione giudiziaria esaminata in esclusiva da Vanity Fair, il magistrato Lewis A. Kaplan del Distretto Sud di New York ha accolto la richiesta della difesa di Tisci di emettere una lettera rogatoria internazionale. Il cantante, considerato un testimone informato sui dettagli della vicenda, non è indagato né imputato e non dovrà rispondere ad alcuna accusa personale. La sua testimonianza è considerata rilevante poiché presente agli eventi che stanno al centro della disputa, sviluppatasi durante giugno 2024 a New York. Cooper sostiene di essere stato drogato e abusato sessualmente da Tisci durante quella serata, accuse che il designer respinge categoricamente definendole del tutto infondate.
Il procedimento si avvale della Convenzione dell'Aia del 1970, il trattato internazionale che regola come un tribunale straniero può chiedere a un altro paese di raccogliere testimonianze formali in materia civile e commerciale. La via legale intrapresa dalla difesa diventa necessaria proprio perché Mahmood ha declinato la richiesta di comparire spontaneamente sul suolo americano. Dopo una prima istanza respinta per irregolarità formali, il tribunale ha ripresentato la richiesta in modo corretto, ottenendo infine il via libera dal giudice Kaplan.
Ora la gestione del procedimento passa al Ministero della Giustizia a Roma, che avrà il compito di verificare se tutti i requisiti legali sono soddisfatti e se non esistono ostacoli alla procedura. Una volta completato questo controllo, la rogatoria verrà trasmessa alla Corte d'Appello territorialmente competente, dove un magistrato civile italiano si occuperà di ascoltare il testimone secondo le regole processuali italiane. Il trasferimento della procedura in Italia rappresenta un momento cruciale dell'istruttoria, poiché la testimonianza di Mahmood potrebbe fornire elementi significativi per ricostruire gli eventi di quella serata a Harlem. Tra gli elementi al centro dell'indagine compaiono anche dettagli come una ricevuta Uber e circostanze relative al drink consumato durante la serata in questione.