Un terremoto nelle stanze direttive della stampa italiana: Mario Orfeo ha deciso di lasciare il timone di Repubblica, il prestigioso quotidiano fondato nel 1976 da Eugenio Scalfari, per approdare a QN Media come direttore editoriale. L'annuncio, anticipato dall'agenzia Dagospia, è stato ufficializzato dal gruppo che controlla Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Il cambio di rotta sarà operativo dal 9 settembre prossimo.

Orfeo ricopriva la carica di direttore di Repubblica dall'ottobre del 2024, quando aveva sostituito Maurizio Molinari dopo aver precedentemente guidato redazioni di peso come Il Mattino e Il Messaggero. Prima ancora, la sua carriera lo ha visto come unico giornalista nella storia della Rai a dirigere tutti i tre principali telegiornali nazionali (Tg1, Tg2 e Tg3), oltre ad aver presieduto la divisione informativa della tv pubblica nel biennio 2017-2018. Una figura di rilievo assoluto nel panorama mediatico italiano, insomma.

La notizia giunge in un momento tutt'altro che tranquillo per Repubblica. Poche ore prima dell'annuncio del passaggio di Orfeo, il caporedattore Lirio Abbate, personalità di spicco nel giornalismo investigativo italiano e ex direttore di L'Espresso, ha rassegnato le sue dimissioni in aperto disaccordo con la linea editoriale della testata. Due defezioni che testimoniano tensioni interne non trascurabili.

Nel suo nuovo incarico in QN Media, Orfeo avrà il compito di supportare l'editore Leonardo Maria Del Vecchio e l'amministratore delegato nel tracciare il percorso strategico del gruppo, coordinando le scelte editoriali e i progetti di espansione. Agnese Pini rimane confermata nella posizione di direttrice responsabile delle testate. Il gruppo punta a un riposizionamento complessivo, con un nuovo QN in arrivo per l'autunno che si propone di evolversi verso una testata di opinione autorevole ma capace di attrarre anche il pubblico più giovane attraverso un linguaggio contemporaneo.

Intanto, la partita della successione di Orfeo a Repubblica rimane aperta. Martedì 14 luglio, a Roma è atteso Theodore Kyriakou, il nuovo editore greco la cui azienda K Group ha completato l'acquisizione della totalità di Gedi da Exor (la holding della famiglia Agnelli) il 23 marzo scorso. Con l'arrivo di nuova proprietà e direzione, la sala rossa della storica testata romana è destinata a vivere una fase di profondo rinnovamento.