Una morte improvvisa e circondata da interrogativi quella di Giovanni G., sessantasettenne originario di Gallipoli, deceduto lo scorso 4 luglio nel nosocomio di Scorrano. L'uomo, ricoverato da circa ventiquattro mesi presso una struttura di assistenza nel territorio salentino, ha accusato un improvviso malore all'interno della clinica che è stato fatale. A seguito della denuncia presentata dai congiunti, la Procura della Repubblica di Lecce ha deciso di aprire un fascicolo investigativo, iscrivendo quattro soggetti nel registro degli indagati: il responsabile della casa di cura, due operatori sanitari che prestavano servizio nella struttura e un medico operante presso il nosocomio di Scorrano.
Secondo la ricostruzione fornita dai familiari, nulla avrebbe lasciato presagire il drammatico epilogo. La sera precedente al fatale episodio, il fratello della vittima, che ne esercita la tutela legale, aveva fatto visita al settantenne trovandolo in ottime condizioni psicofisiche. Giovanni aveva cenato regolarmente e i due avevano conversato tranquillamente prima del congedo. L'uomo soffriva di disturbi psichiatrici per i quali era sottoposto a cure specifiche. La mattina successiva, tuttavia, il quadro era completamente mutato: al rientro presso la struttura, i familiari lo trovarono profondamente abbattuto e insolitamente silenzioso. Gli operatori della casa di cura avrebbero attribuito il cambiamento a una notte caratterizzata da riposo insufficiente, mentre ipotizzavano anche possibili reazioni avverse a cibi consumati a colazione, quali uno yogurt o una pesca.
Le condizioni del paziente hanno subito un drastico peggioramento nel corso della mattinata, rendendo necessario il trasporto d'urgenza in ambulanza verso il pronto soccorso dell'ospedale di Scorrano. Secondo quanto documentato nella denuncia querela, una volta giunto in struttura ospedaliera il sessantasettenne sarebbe precipitato dalla barella, aggiungendo ulteriore criticità a una situazione già compromessa. Nonostante gli interventi di rianimazione avviati dal personale medico, il paziente non ha superato le successive ore di degenza, decedendo presso il reparto d'emergenza.
Al centro dell'inchiesta condotta dalle autorità giudiziarie si collocano due questioni fondamentali: l'identificazione precisa delle cause scatenanti il malore e la verifica del corretto svolgimento dei protocolli assistenziali sia nella casa di cura che nella struttura ospedaliera. La famiglia, richiedendo con fermezza il chiarimento della vicenda, ha insistito sulla necessità di comprendere le ragioni di un evento così repentino e devastante. Per fare luce sugli interrogativi rimasti aperti, il magistrato ha disposto l'effettuazione dell'esame autoptico sulla salma, i cui risultati potrebbero fornire elementi determinanti per proseguire l'indagine e stabilire eventuali responsabilità professionali o organizzative.