Una scelta inusuale che riaccende i riflettori sul mecenatismo contemporaneo: il marchio di gin Quattro Gatti, guidato dai collezionisti Catriona e Simon Mordant, è diventato il primo distillato a ricevere lo status di sponsor ufficiale della Biennale di Venezia. La decisione non è casuale, ma rappresenta piuttosto l'evoluzione naturale di un percorso ventennale dedicato all'arte e alla cultura.

I Mordant sono personalità di spicco nel panorama internazionale dei collezionisti. Originari dall'Inghilterra e dall'Australia, da oltre ventisei anni mantengono una presenza costante in Italia, in particolare a Venezia e in Umbria, dove dal 2020 hanno stabilito la loro residenza principale sulle colline del Lago Trasimeno. La loro collezione privata supera le seicento opere, curata secondo un principio dichiaratamente emotivo: acquisiscono esclusivamente pezzi con cui riescono a convivere quotidianamente e verso cui nutrono un genuino affetto artistico.

Tra gli artisti rappresentati nel loro patrimonio figurano nomi di calibro internazionale come Kendell Geers, Tracey Emin, Jeremy Deller, Ghada Amer, Mona Hatoum e Shirin Neshat. La collezione presenta una significativa preponderanza di artiste donne, evidenziando una sensibilità curatoriale verso la ricerca di talenti emergenti: molti degli artisti ora celebrati sono stati scoperti dai Mordant quando ancora erano agli inizi della loro carriera. Non mancano neanche presenze italiane di rilievo, come Fabio Viale e Massimo Vitali.

Oltre alla raccolta privata, Catriona e Simon Mordant hanno costruito una reputazione solida come filantropi e sostenitori del panorama artistico globale. Il loro impegno si estende dalle istituzioni più prestigiose, tra cui la Tate di Londra e il MoMA PS1 di New York, fino alle performance art e agli spazi sperimentali. Questa esperienza nel settore dei servizi di consulenza nel mondo delle arti performative ha fornito loro gli strumenti per comprendere le dinamiche del mecenatismo contemporaneo.

La sponsorizzazione del gin Quattro Gatti alla Biennale rappresenta una fusione strategica tra passione collezionistica e iniziativa commerciale. La mossa segnala come i grandi collezionisti contemporanei non limitino più il loro ruolo a quello di semplici accumulatori di opere, ma si trasformino in veri e propri imprenditori culturali, capaci di creare ecosistemi che integrano il commercio con la promozione artistica. Un segnale che le frontiere tra il mondo dell'arte e l'industria creativa si stanno sempre più assottigliando, creando nuove forme di storytelling e visibilità per entrambi i settori.