I medici italiani continuano a svolgere la loro missione con dedizione straordinaria, pur affrontando condizioni di lavoro sempre più gravose. È quanto emerge dal terzo rapporto congiunto Fnomceo-Censis, presentato oggi a Roma, che fotografa le motivazioni profonde che spingono i camici bianchi a esercitare la loro professione. Secondo l'indagine, la grande maggioranza rifarebbe la scelta della medicina, un dato che testimonia la resilienza di una categoria sottoposta a pressioni crescenti.
Carmine Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha sottolineato come la professione medica continui a garantire prossimità, cura e tutela dei diritti, spesso a fronte di un carico emotivo e personale molto consistente. Secondo Anelli, è fondamentale riconoscere che i medici necessitano di condizioni lavorative sostenibili: "Senza tempo, senza serenità, senza equilibrio, la qualità stessa della relazione di cura si deteriora". Il leader della Fnomceo ha inoltre evidenziato che le donne della professione percepiscono ostacoli maggiori rispetto ai colleghi uomini, richiamando la società a una riflessione più ampia sulle diseguaglianze di genere nel mondo del lavoro.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda il radicamento etico della professione. Il 93% dei medici interpellati indica il giuramento e il codice deontologico come elementi guida nella propria pratica quotidiana, confermando che la medicina continua a identificarsi con una missione civile e morale: garantire il diritto costituzionale alla salute per tutti, senza distinzioni. Anelli ha ribadito che la vocazione non è un concetto superato, ma rimane il fondamento che, insieme a passione e etica, conferisce significato al potere che la scienza e la conoscenza conferiscono al medico.
Anelli ha però lanciato un avvertimento rivolto alle istituzioni: "La passione dei medici non può trasformarsi in giustificazione dell'abbandono della professione da parte dello Stato". Il presidente chiede alla Repubblica di riprendere l'investimento nella sanità pubblica, considerandola un pilastro essenziale per l'uguaglianza, la coesione sociale e la dignità dei cittadini. Infine, Anelli ha affrontato il tema dell'intelligenza artificiale nel settore sanitario, definendola "un'opportunità significativa purché rimanga subordinata alla missione della cura".