Giorgia Meloni torna a occuparsi della questione migratoria con un bilancio che ripercorre le scelte compiute dal suo esecutivo. Tramite i canali social, la premier annuncia quello che presenta come un cambio di rotta delle istituzioni europee, sostenendo che l'Unione Europea stia convergendo verso le strategie finora promosse dall'Italia.

Secondo Meloni, il governo italiano ha sempre perseguito l'obiettivo di trasformare il dibattito europeo sull'immigrazione, puntando su misure concrete, responsabili e attente alla tutela della sicurezza dei cittadini. La presidente individua nella proposta di nuove sanzioni contro i gruppi criminali dediti al traffico di migranti un segnale significativo di questo riposizionamento continentale. "Colpire queste organizzazioni significa intervenire sulla genesi del fenomeno, che trae profitto dalla sofferenza umana, genera paura tra la popolazione e compromette l'incolumità di migliaia di persone", ha sottolineato.

Meloni ribadisce la filosofia di fondo del suo approccio: il fenomeno migratorio deve essere amministrato e controllato attraverso politiche strutturate, non gestito in modo passivo dagli eventi. In questa prospettiva, il contrasto alle reti criminali rappresenta un aspetto centrale della strategia italiana, legato a una visione più ampia di sovranità dei confini e ordine interno.

Chiudendo il suo intervento, la presidente assicura la prosecuzione dell'impegno italiano per orientare le scelte europee verso una gestione dei flussi migratori che coniughi responsabilità e rispetto per la dignità umana, senza tuttavia scendere a compromessi sulla fermezza delle misure di controllo. L'Italia, secondo le dichiarazioni di Meloni, continuerà a spingere l'Ue verso il rafforzamento delle difese alle frontiere e la lotta alle organizzazioni dedite al traffico di persone.