La spedizione della nazionale norvegese in vista del match mondiale contro l'Inghilterra ha incontrato ostacoli inaspettati già prima del calcio d'inizio. La squadra, inizialmente alloggiata presso il Dalmar Hotel di Fort Lauderdale, ha dovuto abbandonare la sistemazione dopo soltanto ventiquattro ore, seguendo le proteste provenienti dallo spogliatoio.
Le criticità riscontrate erano molteplici e significative. I calciatori si sono lamentati della qualità abitativa delle camere, dove era stata riscontrata la presenza di muffa. Ma non erano solo questi i problemi: il rumore costante proveniva da un cantiere in prossimità della struttura, rendendo impossibile il riposo necessario alla preparazione atletica. A ciò si aggiungevano carenze evidenti negli standard igienici complessivi della struttura.
Di fronte alle segnalazioni, la Fifa ha ritenuto opportuno intervenire direttamente per garantire condizioni adeguate alla squadra. L'organismo internazionale ha gestito il trasferimento verso una nuova sede, strategicamente ubicata più vicino all'Hard Rock Stadium, dove si disputerà l'importante sfida contro i britannici. L'ente calcistico mondiale ha inoltre assunto l'onere economico di questa operazione, coprendo le spese per le cinquanta camere necessarie e i servizi di sicurezza aggiuntivi.
L'episodio rappresenta un disagio non indifferente nel già complesso meccanismo organizzativo di una manifestazione mondiale, dove ogni dettaglio può influenzare le prestazioni sul campo. La tempestività dell'intervento della Fifa ha evitato che il contratempo si trasformasse in un fattore di pressione psicologica sulla squadra, permettendo ai giocatori di concentrarsi esclusivamente sulla sfida imminente.