Una delle opere più iconiche dello scultore polacco Igor Mitoraj cambia sede a Lajatico, nel pisano. Il Tindaro Screpolato, monumentale creazione che ha caratterizzato lo scorso anno la ventesima edizione del Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli, abbandona la sua precedente ubicazione per trasferirsi su una collina vicina. La decisione, presa in accordo con l'Atelier Mitoraj, rappresenta una scelta consapevole di preservare l'opera nel territorio che l'ha vista protagonista, anziché farla rientrare negli spazi dello studio internazionale.
Secondo quanto spiegato da Luca Pizzi, direttore dell'Atelier, lo spostamento non rappresenta un addio ma una trasformazione del ruolo dell'opera all'interno dell'ecosistema culturale locale. "Il Tindaro Screpolato incarna perfettamente l'essenza del Teatro del Silenzio", sottolinea Pizzi, evidenziando come la scultura proponga "una meditazione visiva intensa e lirica sul trascorrere del tempo e sulla natura dell'identità umana". Dismettere l'opera da quel contesto avrebbe significato perdere un elemento fondamentale del paesaggio artistico della zona.
La nuova collocazione è stata individuata dopo numerosi sopralluoghi e rappresenta il frutto di una ricerca attenta. La collina prescelta, affacciata sulla cosiddetta "strada bianca del silenzio" che conduce al Teatro, si è rivelata il luogo ideale per mantenere l'opera a contatto con la terra screpolata della Toscana. Posizionato direttamente sull'argilla, il Tindaro Screpolato continua la sua funzione di guardiano silenzioso del paesaggio circostante, accogliendo coloro che percorrono il sentiero verso la venue di Andrea Bocelli.
La nuova veste dell'installazione la trasforma in un vero e proprio portale, uno spazio dove chi la visita può entrare in contatto diretto con la potenza espressiva dell'opera, ma anche percepirne le crepe e la fragilità che la caratterizzano, elementi distintivi dello stile di Mitoraj. Una soluzione che preserva sia l'opera che il suo dialogo con il territorio, permettendo al capolavoro di continuare a esercitare la sua funzione contemplativa nel cuore della campagna toscana.