Giuseppe Conte torna a far discutere per le sue posizioni sulla corsa agli armamenti. Durante la manifestazione del Campo Largo tenutasi a Napoli l'8 luglio, il presidente del Movimento 5 Stelle ha rilasciato affermazioni che hanno provocato una tempesta di critiche da più fronti politici. Secondo Conte, i governi costruirebbero artificialmente il pericolo rappresentato dalla Russia per giustificare massicci investimenti nel settore della difesa, a scapito di sanità e istruzione. Un'interpretazione che ha infastidito non poco gli alleati di coalizione.

Tra i primi a reagire è Carlo Calenda, leader del partito Azione. L'ex ministro ha utilizzato i social media per criticare aspramente le dichiarazioni contiane, definendole "vergognose" soprattutto nel contesto della situazione ucraina. Calenda non ha risparmiato frecce nemmeno verso gli alleati democratici, chiedendo direttamente al Partito Democratico e a Elly Schlein di prendere pubblicamente le distanze dalle affermazioni del collega pentastellato. La sua lamentela evidenzia una frattura crescente all'interno della coalizione di sinistra riguardante la questione della difesa europea.

Alla critica di Calenda si aggiunge quella di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e ex esponente dem. Picierno ha evidenziato come il tema cruciale non sia tanto la manifestazione di Napoli in sé, quanto piuttosto l'assenza di una chiara condanna da parte degli altri leader presenti. Secondo la eurodeputata, affermazioni di questo tipo susciterebbero immediate e decise reazioni in tutta l'Europa, aspetto che in Italia sembra invece mancare.

Le posizioni contiane sulla questione militare rappresentano uno dei punti di maggiore attrito con i partner del centrosinistra. Mentre la coalizione complessivamente sostiene un rafforzamento delle spese per la difesa europea e il supporto all'Ucraina, il Movimento 5 Stelle continua a denunciare quella che ritiene essere una deriva militarista dettata da interessi economici piuttosto che da reali necessità di sicurezza. Questo contrasto ideologico mette in evidenza le fragilità dell'alleanza politica, soprattutto in materia di politica estera e di sicurezza.

La vicenda riflette più ampiamente il dibattito europeo sugli investimenti militari in un contesto di crescente tensione geopolitica. Da una parte si situano coloro che vedono il rafforzamento della difesa come imperativo categorico nel nuovo scenario internazionale; dall'altra parte si collocano le voci critiche che temono una corsa agli armamenti incontrollata. Nel caso italiano, questa tensione viene amplificata dalle dinamiche di coalizione e dalle visioni radicalmente diverse che le diverse forze politiche mantengono su questi temi.