Tadej Pogacar ha messo in mostra tutta la sua forza sulle montagne del Pirenei, aggiudicandosi la sesta tappa della Grande Boucle con una prestazione autoritaria. Il percorso di 186,2 chilometri da Pau fino a Gavarnie-Gèdre ha rappresentato il primo vero banco di prova in salita della corsa, con lo sfinente Tourmalet a fare da giudice implacabile. La celebre ascesa pirenea, lunga 17,1 chilometri con una pendenza media del 7,3%, non ha avuto segreti per lo sloveno, che ha accelerato nei metri decisivi staccando tutti gli avversari.
All'arrivo, Pogacar ha potuto festeggiare con un margine di 2 minuti e 38 secondi su Jonas Vingegaard, che ha terminato al secondo posto confermandosi come principale antagonista. Lo scarto costruito nella tappa odierna cambia significativamente gli equilibri della corsa, proiettando lo sloveno virtualmente verso la conquista della maglia gialla. Occorre attendere l'arrivo del norvegese Torstein Traeen, attuale leader della classifica generale, per ufficializzare il cambio della vetta: il distacco che separa Pogacar dal portatore della maglia è infatti superiore al vantaggio che Traeen vanta sulla generale.
Questa affermazione consolida ulteriormente la supremazia di Pogacar nel ciclismo contemporaneo. Lo sloveno ha dimostrato di possedere quella superiorità sia in salita che nelle azioni decisive che manca ai rivali per insidiare seriamente la sua candidatura al successo finale. Con ancora diverse tappe montane davanti, il Tour potrebbe decidere se Pogacar riuscirà a replicare il dominio già manifestato nelle precedenti edizioni della corsa francese.