Un grido di protesta arriva dal cuore del Veneto sulla gestione dell'inclusione alle manifestazioni pubbliche. Luca Faccio, esperto di diritti per le persone con disabilità, accende i riflettori su una criticità ricorrente: la scarsa attenzione verso l'accessibilità ai concerti. Il fulcro della querelle riguarda il Marostica Summer Festival Volksbank, rassegna musicale ospitata nella suggestiva Piazza degli Scacchi nel paese vicentino, dove negli ultimi anni si sono alternate situazioni di inclusione e discriminazione.

L'episodio che ha fatto traboccare il vaso risale al 7 luglio 2026, durante la serata dedicata all'artista romana Fiorella Mannoia. Contrariamente alle migliori pratiche osservate soltanto quattro giorni prima al concerto dei Negramaro, quando l'area riservata ai disabili era stata collocata sotto il palco, questa volta i visitatori con disabilità sono stati relegati negli spazi laterali della piazza. Una scelta organizzativa che si è rivelata catastrofica: quando il pubblico si è alzato per ballare e cantare, le persone disabili si sono trovate impossibilitate a godere dello spettacolo, riuscendo a intravvedere soltanto le schiene degli altri presenti.

Faccio, che da anni dialoga senza sosta con le istituzioni locali e regionali sulla questione, ha già sottoposto il problema al Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e al sindaco di Marostica Matteo Mozzo, senza ottenere finora soluzioni strutturali. L'esperto sottolinea come sia fondamentale instaurare una cooperazione effettiva tra gli organizzatori, le figure responsabili della sicurezza e gli artisti medesimi, al fine di garantire esperienze dignitose per tutti.

Lodevole il contributo della pagina Facebook 'Sottoilpalcoancheio', gestita da Simona Ciappei, che documenta costantemente le luci e le ombre dell'esperienza di spettatore per le persone con disabilità negli eventi veneti. L'obiettivo dichiarato di Faccio è trasformare radicalmente la mentalità: l'inclusione deve cessare di essere percepita come un ostacolo logistico e diventare una pratica ordinaria e virtuosa.

La battaglia continua attraverso il coinvolgimento pubblico e le segnalazioni dirette, con l'invito rivolto a chiunque abbia storie da raccontare di emarginazione o successo inclusivo nelle manifestazioni. Il messaggio è univoco: la sicurezza e la visibilità non devono mai essere compromesse, neppure per una questione di organizzazione spaziale, e il diritto al divertimento è un principio che riguarda ogni membro della comunità senza eccezioni.