Un dono insolito ha caratterizzato il recente vertice della Nato che si è svolto ad Ankara sotto la presidenza turca. Recep Tayyip Erdogan ha infatti distribuito a ogni leader presente una pistola con il proprio nome inciso, accompagnata da una scatola di munizioni e da una documentazione che esentava le armi dai controlli doganali turchi. A rivelare questa notizia è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, il quale ha informato i giornalisti durante il viaggio di ritorno verso Londra sulla particolare natura del presente.
La Meloni ha deciso di portare l'arma in Italia, affidandola a personale qualificato e seguendo scrupolosamente la normativa vigente. Una volta rientrata nel nostro Paese, sono stati avviati i regolari iter amministrativi per registrare il possesso dell'arma, che è stata protocollata presso Palazzo Chigi come avviene per tutti i doni ufficiali ricevuti dal presidente del Consiglio. Il documento fornito da Erdogan per l'esportazione dell'arma dalla Turchia ha reso legale il trasporto internazionale.
Diversa è stata la posizione di altri leader europei. Starmer, che si trovava al suo ultimo vertice internazionale prima della scadenza del suo mandato, ha preferito lasciare la pistola in Turchia ritenendo illegale introdurla nel Regno Unito. La stessa scelta è stata compiuta dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal primo ministro olandese Rob Jetten, entrambi confrontati con la rigida legislazione nazionale sul trasporto di armi da fuoco funzionanti. Il primo ministro belga Bart De Wever, invece, ha scoperto la vera natura del regalo solo dopo l'atterraggio a Bruxelles, lasciando poi ai suoi servizi di sicurezza la gestione della revolver ricevuta.
La scelta della Meloni di importare regolarmente l'arma contrasta quindi con l'atteggiamento più restrittivo di altri colleghi europei, riflettendo differenti approcci alla normativa sulle armi da fuoco tra i diversi Stati membri dell'Alleanza Atlantica.