Un momento di imbarazzo ha segnato il vertice della Nato ad Ankara quando un giovane giornalista danese ha messo in discussione il ruolo del segretario generale Mark Rutte durante una conferenza stampa congiunta con il presidente americano Donald Trump. Rasmus Rauneborg, dell'agenzia Ritzau, ha chiesto direttamente al capo dell'alleanza atlantica come potesse rimanere seduto in silenzio mentre Trump minacciava di conquistare la Groenlandia e accusava duramente i Paesi europei di non contribuire adeguatamente alle spese militari.
La provocazione del giornalista è stata schietta: «Trump minaccia di iniziare guerre commerciali contro gli alleati della Nato e proferisce minacce sulla Groenlandia. Come fa a stare lì accanto a lui senza dire nulla?» Ha poi aggiunto che il comportamento appariva sconveniente per qualcuno della reputazione di Rutte, chiedendo se tutto ciò stesse mettendo in discussione il suo rispetto per se stesso. È stata una domanda che ha colto di sorpresa il segretario della Nato, il quale inizialmente ha mostrato una certa riluttanza nel dare seguito all'intervento.
Nella sua risposta, Rutte ha scelto di aggirare la questione centrale della domanda. Ha affermato che Trump stia effettivamente lavorando per realizzare un obiettivo storico degli Stati Uniti: equilibrare le spese militari tra Washington e l'Europa, una volontà che risale addirittura all'amministrazione Eisenhower. Secondo il segretario della Nato, questo approccio renderebbe il continente europeo un partner più forte e rilevante nell'alleanza. Riguardo alla questione della Groenlandia, Rutte ha ricordato di aver già comunicato a Trump la sua posizione, concordando su preoccupazioni comuni relative alla Russia e alla Cina, ma insistendo sulla necessità di agire coordinatamente attraverso la struttura della Nato.
Durante la conferenza stampa che aveva preceduto questo scambio, Trump aveva lanciato una serie di accuse pesanti nei confronti dei partner europei. Il presidente americano si era dichiarato «profondamente irritato» con i Paesi Nato, accusandoli di non aver fornito adeguato supporto contro l'Iran, il quale secondo la sua visione finanzierebbe il terrorismo mondiale. Aveva inoltre sottolineato che gli Stati Uniti stanno sopportando un carico finanziario sproporzionato, versando «miliardi e miliardi di dollari oltre quanto giusto» per mantenere l'alleanza. Da tempo Trump sostiene che ogni membro dovrebbe dedicare il 5% del proprio prodotto interno lordo alla difesa.
Fra i governi europei maggiormente nel mirino c'è la Spagna, che Trump ha attaccato sia dal punto di vista della sicurezza che su questioni commerciali, arrivando a dichiarare che non intende intraprendere trattative commerciali con Madrid. L'intera dinamica ha messo in luce le tensioni crescenti all'interno dell'alleanza atlantica e il delicato equilibrio che Rutte deve mantenere tra la necessità di affermare l'autorità della Nato e la gestione della relazione con un'amministrazione americana sempre più assertiva sulle proprie rivendicazioni finanziarie e strategiche.