La Federazione Ginnastica d'Italia si trova nella posizione di dover seguire scrupolosamente i dettami della World Gymnastics in merito alla partecipazione degli atleti provenienti da Russia e Bielorussia alla prossima Coppa del Mondo di ginnastica ritmica che prenderà il via a Milano. Il presidente Andrea Facci ha voluto chiarire pubblicamente questa situazione, sottolineando come organizzatore dell'evento la federazione italiana non abbia margini di manovra rispetto ai vincoli imposti dal massimo organismo internazionale della disciplina.

La questione nasce da una decisione presa dalla Federazione Internazionale lo scorso 16 maggio, quando è stato deciso di eliminare completamente i divieti che fino a quel momento impedivano agli atleti di Russia e Bielorussia di gareggiare nelle competizioni internazionali. Una scelta che ha colto di sorpresa molti Paesi europei, i quali non potevano antecipare questa inversione di rotta nel momento stesso in cui avevano ottenuto l'assegnazione dei loro rispettivi eventi agonistici.

Secondo quanto riferito da Facci nella sua dichiarazione, le difficoltà riscontrate da diverse nazioni europee derivano proprio da questa modifica repentina e inaspettata del quadro normativo vigente. La situazione assumerà ulteriore rilevanza nei prossimi giorni, poiché cinquanta nazioni si riuniranno in un nuovo congresso continentale per definire una linea d'azione comune riguardante i Campionati Europei di ginnastica artistica previsti ad agosto a Zagabria.

Il numero uno della federazione italiana ha colto l'occasione per esprimere un'amara considerazione più generale sul momento storico che sta vivendo lo sport mondiale. Facci ha sottolineato come la peculiarità fondamentale dello sport - la sua natura apartitica, la sua neutralità e il suo orientamento verso gli atleti piuttosto che verso logiche esterne - stia ogni giorno venendo minata da dinamiche che poco hanno a che fare con i valori sportivi. Con rammarico, ha osservato come questo contesto finisca per danneggiare l'evoluzione dello sport globale anziché favorirla, invertendo il percorso intrapreso più di un secolo fa con la nascita delle Olimpiadi moderne.

In conclusione della sua nota, Facci ha rivolto un saluto a tutti i partecipanti della manifestazione milanese, augurando loro il massimo dei successi sportivi.