La ministra dell'Università Anna Maria Bernini annuncia una svolta decisiva nel modo in cui vengono reclutati professori e ricercatori nelle università italiane. Attraverso i social, ha illustrato come la nuova riforma dell'Abilitazione scientifica nazionale intenda demolire un sistema da tempo criticato per la sua inefficienza e per le pratiche poco trasparenti che lo caratterizzavano.

Il vecchio modello, secondo Bernini, era caratterizzato da una burocrazia asfissiante e da valutazioni superficiali, spesso limitate a pochi minuti. I numeri raccontano una storia di aspettative tradite: oltre 71.000 professori e ricercatori hanno ottenuto l'abilitazione, ma meno di 40.000 sono stati effettivamente chiamati a ricoprire posizioni stabili nelle università. Un divario enorme che ha creato frustrazione tra i professionisti della ricerca italiana.

La nuova riforma si fonda su principi chiari e diretti. Innanzitutto, punta a elevare gli standard qualitativi del reclutamento, con l'obiettivo di portare negli atenei e nei laboratori professionisti effettivamente meritevoli. In secondo luogo, riconosce agli atenei stessi una maggiore autonomia decisionale, attribuendo loro più responsabilità nella scelta e nella selezione dei propri docenti e ricercatori.

La ministra ha voluto sottolineare il consenso che la riforma sta riscuotendo anche tra i diretti interessati. L'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca (Adi), attraverso il segretario nazionale Davide Clementi, ha infatti espresso apprezzamento per il superamento dell'vecchio sistema dell'Asn, dimostrando che il cambiamento è atteso da chi vive quotidianamente le criticità del sistema.

Bernini conclude sottolineando che il percorso riformista è appena entrato nella fase operativa. La ministra invita tutti gli attori del mondo universitario, a cominciare dall'Adi, a contribuire alla realizzazione concreta di questo progetto. L'università italiana, ha ribadito, rappresenta un patrimonio collettivo che merita di essere sostenuto, rinvigorito e reso maggiormente competitivo.