Una giovane donna è stata aggredita e gravemente ferita nel primo pomeriggio di mercoledì 10 luglio presso la banchina della linea gialla della metropolitana milanese in direzione nord, all'altezza della stazione del Duomo. La 23enne, nata in Marocco e in centro con familiari e amiche, è stata colpita al volto da un 27enne di nazionalità algerina identificato come Mohammed Saidi. La ferita, considerata di natura permanente secondo la valutazione dei chirurghi plastici del Policlinico dove la vittima è stata portata in codice giallo, si estende dalla guancia fino al collo e ha provocato una perdita di sangue consistente.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, l'intera sequenza degli eventi sarebbe stata innescata da un brevissimo contatto visivo tra i due. Saidi avrebbe reagito con estrema violenza a quello che ritiene uno sguardo della ragazza, urlando insulti in cui faceva riferimento alla sua religione e al suo genere. Di fronte alle negazioni della vittima, il 27enne si sarebbe comunque avvicinato per aggredirla fisicamente, colpendola prima con un pugno e subito dopo estraendo un coltellino dalla tasca con cui le ha inferto il taglio al volto.
Ciò che rende ancora più grave la vicenda è il contesto in cui si è verificata l'aggressione. La notte precedente, Saidi era stato fermato dalle forze dell'ordine con l'accusa di avere scassinato tre veicoli nella zona di Buenos Aires e nel quartiere Rubattino, utilizzando un cacciavite per forzare le serrature e sottrarre oggetti dall'interno. Sottoposto a giudizio per direttissima, aveva ricevuto un divieto di dimora che gli permetteva tuttavia di muoversi liberamente, trovandosi così a piede libero quando ha commesso il nuovo reato.
Gli agenti della Polizia locale presenti nella stazione hanno risposto prontamente alle urla della vittima e hanno inseguito l'aggressore, riuscendo a fermarlo prima in via Torino e successivamente nelle vie del centro storico, tra via Speronari e via Falcone. Mohammed Saidi è stato arrestato e dovrà rispondere di lesioni gravi. L'episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei procedimenti penali in tempi brevi e sulle misure cautelari applicate a chi ripete comportamenti violenti e criminali.