La tensione tra Iran e Stati Uniti raggiunge nuovi picchi di guardia. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i servizi di intelligence israeliani hanno condiviso con Washington informazioni riservate su un presunto complotto iraniano ai danni del presidente americano Donald Trump. L'allarme arriva a poche ore dal ritorno di Trump da Ankara, dove ha cambiato aereo per ragioni di sicurezza, e subito dopo un colloquio con il primo ministro Netanyahu per coordinare le strategie comuni tra i due alleati.

Lo stesso Trump, durante una conferenza stampa in Turchia, aveva già accennato alle minacce che riceve: «Sono il bersaglio numero uno. Finora penso di essere stato fortunato, ma non so quanto a lungo la fortuna continuerà ad assistermi». L'avvertimento arriva in un momento di crescente instabilità nel Golfo Persico, dove gli scontri reciproci tra iraniani e americani hanno paralizzato completamente il traffico navale nello stretto di Hormuz, una delle rotte commerciali più strategiche al mondo.

Malgrado il deterioramento della situazione sul terreno, Washington non abbandona il tavolo diplomatico. Un funzionario americano ha confermato alla Cnn che i negoziati di carattere tecnico sulla questione nucleare proseguono regolarmente. «Gli Stati Uniti rimangono fermamente impegnati nel trovare una soluzione» ha dichiarato la fonte, ribadendo che «l'Iran non avrà mai accesso ad armi nucleari». L'accordo che le parti stanno negoziando rimane condizionato ai risultati concreti, e le attuali azioni di Teheran vengono valutate come «un fallimento nel raggiungimento degli standard minimi richiesti». Washington ha inoltre qualificato gli attacchi iraniani contro imbarcazioni commerciali come «veri e propri atti di terrorismo».

Intanto in Iran, si è concluso il ciclo funebre dell'ex guida suprema Ali Khamenei dopo sei giorni di cerimonie. Secondo l'agenzia stampa Fars News, il funerale avrebbe rappresentato «l'evento funebre più imponente della storia mondiale», con stime di oltre 40 milioni di partecipanti. La cerimonia conclusiva ha previsto una breve processione anche in territorio iracheno. La scomparsa di Khamenei, figura centrale nel regime iraniano per decenni, aggiunge ulteriore incertezza a un quadro già critico, con implicazioni significative per la successione del potere e per le future relazioni internazionali della Repubblica islamica.