Carlo Messina ha affrontato direttamente le polemiche che circondano l'offerta pubblica di acquisto da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo nei confronti di Mps, ribadendo che l'operazione rappresenta una scelta di mercato e, al contempo, un atto di responsabilità nazionale. Intervistato ieri, il ceo della banca ha sottolineato come l'acquisizione sia guidata da logiche economiche concrete piuttosto che da intenti di consolidamento del potere.

Nel suo intervento, Messina ha affrontato il tema della sicurezza strategica del Paese, che rappresenta uno degli argomenti più delicati della transazione. «Sono convinto che solo le istituzioni italiane possono davvero garantire l'indipendenza e la protezione dei nostri asset più importanti», ha dichiarato, allontanando esplicitamente l'ipotesi di una gestione estera del Montepaschi. Il riferimento diretto agli eventuali competitor internazionali, in particolare a Banco Bpm con il supporto di Credit Agricole e a Unicredit con Commerzbank, non è stato celato dal manager.

Secondo il piano presentato, Intesa Sanpaolo convocherà l'assemblea degli azionisti il 10 settembre, data a partire dalla quale l'istituto si aspetta di ottenere le necessarie approvazioni dalle autorità competenti. L'obiettivo dichiarato è concludere l'operazione entro la fine del 2026. Messina ha inoltre affrontato le indiscrezioni relative a un possibile coinvolgimento di Generali nella partita, sottolineando come sia naturale che gli attori principali dialoghino in questo contesto, considerato che Mps è già il principale azionista della società genovese.

In parallelo all'operazione bancaria, Intesa ha presentato un nuovo programma di responsabilità sociale denominato Scelte Future, sviluppato in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio. L'iniziativa, dotata di 10 milioni di euro, mira a supportare duemila bambini tra gli zero e sei anni provenienti da famiglie con indicatore Isee inferiore a 15mila euro, permettendo loro di risparmiare tra 5 e 30 euro mensili per l'istruzione. Ogni versamento sarà raddoppiato grazie a un fondo finanziato in parti uguali da entrambe le istituzioni. Il progetto pilota debutterà nella seconda metà del 2026 in Piemonte, con successiva espansione verso Liguria e Valle d'Aosta.

Messina ha colto l'occasione per sottolineare il ruolo delle fondazioni bancarie, descrivendole come «un elemento di garanzia strategica nazionale» che contribuisce alla governance senza interferire nella gestione operativa. Per il banchiere, tale struttura rappresenta una specificità italiana di grande valore nel panorama finanziario europeo.