Le tensioni tra Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci tornano al centro dell'attenzione mediatica, questa volta con toni ancora più accesi. Nel corso del festival del Libro Possibile che si sta svolgendo a Polignano a Mare, il conduttore di La7 ha affrontato pubblicamente la questione relativa all'attentato subito dal responsabile della trasmissione Report, lanciando pesanti critiche nei confronti della figura di Valter Lavitola.
Giletti ha sottolineato di seguire da tempo le indagini sulla bomba piazzata sotto l'auto di Ranucci, rimarcando il proprio contributo alle ricerche: secondo il giornalista, sarebbe stato lui a identificare per primo gli esecutori materiali dell'attentato e a tracciarne i collegamenti con la criminalità organizzata campana. Nel corso dell'intervento dal palco, insieme al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, ha sollevato domande sulla motivazione che avrebbe spinto Ranucci a coltivare un'amicizia con una persona dalle caratteristiche di Lavitola, descritto come un individuo legato a reti criminali.
Le dichiarazioni di Giletti non nascondono un profondo disappunto verso il suo collega. Il conduttore ha ribadito di non comprendere come sia stato possibile instaurare un legame personale stretto con una figura controversa incontrata nel 2019, pur riconoscendo che inizialmente poteva trattarsi di una fonte giornalistica. Per Giletti, il confine tra utilizzo professionale di contatti e vera amicizia rappresenta una linea invalicabile, specialmente quando l'altro soggetto è coinvolto in vicende criminali.
Riguardo a Lavitola, Giletti non usa mezzi termini, definendolo senza ambiguità un criminale e rifiutando categoricamente qualunque forma di contatto o socialità con figure di questo genere. Il conduttore cita inoltre una presunta intercettazione della Dia che vedrebbe coinvolto Marcello Dell'Utri, il quale avrebbe chiesto di arginare la sua attività giornalistica ritenendola scomoda. Nonostante le divergenze consolidate con Ranucci, Giletti ribadisce il suo rispetto verso tutti, con l'eccezione netta di chi opera ai margini della legalità.
Giletti ha inoltre accennato a possibili sviluppi futuri, lasciando intendere che nei prossimi tempi potrebbero emergere dettagli significativi sulla vicenda. Queste dichiarazioni pubbliche, pronunciate in un contesto di visibilità mediatica, rappresentano un ulteriore capitolo di una disputa tra professionisti della stessa emittente che affonda le radici in dissidi precedenti e che tocca questioni delicate riguardanti la sicurezza, l'integrità giornalistica e i confini etici delle relazioni personali nel mondo dell'informazione.