Un rogo senza tregua sta trasformando in cenere i boschi della Val d'Ossola, nell'area del Parco della Valgrande. L'incendio, che giovedì scorso interessava poco più di 100 ettari, ha raggiunto oggi i 600 ettari di vegetazione devastata. L'espansione rapida e incontrollata è il risultato di una combinazione letale: temperature elevate associate a un'umidità molto bassa, unite a una brezza costante che alimenta continuamente le fiamme. Il comune più duramente colpito è Premosello Chiovenda, dove la frazione di Colloro si trova letteralmente nel mirino del fronte di fuoco.

La qualità dell'aria è diventata pericolosa per la salute dei residenti. Il fumo denso ha raggiunto livelli tali da costringere le autorità locali all'evacuazione immediata della frazione, iniziata in via precauzionale. Le operazioni, coordinate dal municipio con il supporto della Croce Rossa e della Protezione Civile del Verbano-Cusio-Ossola, hanno interessato circa 120 persone. Tuttavia, una quindicina di abitanti ha preferito restare nelle proprie abitazioni, accettando volontariamente i rischi della situazione.

Gli effetti visibili del disastro si estendono ben oltre il perimetro diretto dell'incendio. A Domodossola, città situata a valle, il puzzo di bruciato è inconfondibile. A Villadossola e Beura Cardezza la visibilità è drasticamente ridotta a causa della coltre di fumo e cenere che copre l'intero territorio. La colonna di fumo ha risalito tutta la vallata fino a raggiungere la Val Formazza. I tecnici di Arpa Piemonte, intervenuti presso il posto di coordinamento avanzato dei vigili del fuoco ad Anzola d'Ossola, hanno registrato incrementi significativi nei livelli di micropolveri e black carbon. L'assessore regionale all'Ambiente, Matteo Marnati, ha confermato il carattere critico della situazione sulla base dei dati della stazione di monitoraggio di Domodossola.

La macchina dei soccorsi è stata attivata con urgenza. Il comandante regionale dei vigili del fuoco, Alessandro Paola, è presente in prima linea per coordinare le complesse operazioni di spegnimento. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha mantenuto contatti telefonici con il sindaco di Premosello Chiovenda, Elio Fovanna, e ha annunciato un sopralluogo programmato per mezzogiorno, accompagnato dagli assessori Marco Gabusi (Protezione Civile) e Matteo Marnati (Ambiente), al fine di valutare direttamente l'evoluzione dell'emergenza.

L'allarme si estende oltre i confini regionali. Anche la Valle d'Aosta ha elevato lo stato di allerta climatica, dichiarando una condizione di grave pericolosità a livello regionale in accordo tra la presidenza e l'assessorato all'Agricoltura e alle risorse naturali. La situazione meteorologica, caratterizzata da caldo persistente e assenza di precipitazioni, mantiene accesi i riflettori su una minaccia che potrebbe estendersi ulteriormente nelle prossime ore.