Torna in primo piano uno dei naufragi più drammatici della storia italiana della navigazione civile. Netflix mette online il prossimo 9 luglio un nuovo documentario che riesamina nei dettagli la tragedia della Costa Concordia, avvenuta oltre quattordici anni fa. La produzione britannica, dal titolo "Costa Concordia: Incubo in mare" (in originale "Shipwrecked: Nightmare at Sea"), è diretta da James Rogan e propone una ricostruzione minuziosa degli eventi attraverso filmati d'archivio, registrazioni audio e le voci di chi ha vissuto quella notte infernale in prima persona.
La sera del 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia si trovava al largo dell'Isola del Giglio con a bordo oltre 4.200 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Poco prima delle 22, il comandante Francesco Schettino decise di eseguire una manovra extra-regolamentare nota come "inchino": un avvicinamento alla costa non previsto dalla rotta ufficiale, pensato per rendere omaggio all'isola. Quella decisione si trasformò in un disastro. La nave urtò violentemente gli scogli delle Scole, che squarciarono lo scafo per circa 70 metri. L'acqua penetrò rapidamente nei compartimenti tecnici, causando un blackout esteso e compromettendo la stabilità dell'imbarcazione.
Ciò che rese ancora più tragica la situazione fu la gestione confusa dell'emergenza. Per più di un'ora, i passeggeri vennero informati che si trattava solo di un guasto elettrico, mentre la nave continuava a inclinarsi pericolosamente verso un lato. Quando finalmente scattò l'ordine di evacuazione, la situazione era ormai critica: molti scialuppe di salvataggio non potevano più essere utilizzate a causa della forte inclinazione dello scafo, trasformando l'abbandono della nave in un'operazione estremamente difficile e caotica.
Il bilancio della tragedia è pesante: 32 persone persero la vita durante il naufragio, mentre migliaia di passeggeri vennero salvati grazie all'intervento coordinato della Guardia Costiera, dei vigili del fuoco e dei cittadini dell'Isola del Giglio, che si dimostrarono protagonisti dei soccorsi. Nella memoria collettiva rimane impressa anche la conversazione tra il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco, e Schettino, con l'ufficiale che ordinò al capitano di tornare a bordo con parole divenute iconiche: "Vada a bordo, cazzo!".
Negli anni successivi, il comandante Schettino è stato processato e condannato in definitiva a 16 anni di carcere per i reati di naufragio colposo e abbandono di nave. Il documentario Netflix intende fornire una visione d'insieme di quanto accaduto, dando voce direttamente a chi ha visto e vissuto quella notte maledetta, permettendo ai telespettatori di comprendere appieno le dinamiche di uno dei più grandi disastri marittimi contemporanei.