Dalla fine di giugno circula sui social una fotografia che riporta una presunta confessione di un anonimo autista dei camion militari di Bergamo. Nel messaggio, questo ignoto conducente affermerebbe che le bare fossero vuote e che avrebbe ricevuto 150mila euro per mantenere il silenzio. Si tratta di una narrazione completamente infondata, priva di qualsiasi riscontro documentale o testimoniale.

L'immagine è stata inizialmente pubblicata il 26 giugno da un utente Facebook noto per la diffusione di contenuti falsi, per poi diffondersi rapidamente su varie piattaforme digitali. Nessun elemento della foto consente di identificare la persona ritratta, né fornisce indicazioni sul contesto, il luogo, il momento o persino chi avrebbe erogato il supposto compenso. Chi è questo autista? Quando ha rilasciato queste dichiarazioni? A quale giornalista, investigatore o autorità? A queste domande fondamentali non esiste risposta alcuna.

La realtà dei fatti è documentata con precisione. Nella notte del 18 marzo 2020, otto automezzi militari partirono dal cimitero bergamasco trasportando effettivamente 73 salme di persone decedute. Il carico fu suddiviso in tre diversi convogli: il primo diretto a Bologna conteneva 34 bare, il secondo verso Modena ne trasportava 31, mentre il terzo in direzione Varese ne aveva 8. Questa operazione è stata documentata dal Comune di Bergamo attraverso fotografie ufficiali, decreti di autorizzazione e testimonianze dirette dei funzionari che vi assistettero.

Le immagini storiche di quel convoglio, scattate da un balcone della città dal balcone di un operatore Ryanair, diventarono simbolo della tragedia sanitaria che stava colpendo l'Italia. Quei camion rappresentavano la drammatica realtà di una comunità travolta dall'emergenza pandemica, non il teatro di alcuna messinscena. La diffusione di questa bufala costituisce un ulteriore tentativo di negare l'evidenza storica di quella crisi, alimentando sospetto e complottismo intorno a uno dei momenti più dolorosi che il nostro paese abbia affrontato negli ultimi anni.