Tra i tesori nascosti di Venezia, l'Isola di San Giorgio Maggiore accoglie di nuovo i visitatori al suo affascinante Labirinto dedicato a Jorge Luis Borges. La Fondazione Cini, uno dei principali centri di ricerca e cultura della Serenissima, ha ultimato i lavori di restauro dell'opera e da metà luglio proporrà visite guidate al pubblico. Si tratta di un progetto nato nel 2011 grazie alla volontà di María Kodama, vedova dello scrittore argentino e presidente della Fundación Internacional Jorge Luis Borges, che ha individuato proprio in questa istituzione veneziana il contesto ideale per realizzare una visione così ambiziosa.

Progettato dall'architetto e artista inglese Randoll Coate, il labirinto rappresenta un intervento delicato e consapevole di recupero ambientale. A differenza del restauro di edifici o affreschi, rigenerare uno spazio verde significa entrare in dialogo con un organismo vivente in costante evoluzione. L'operazione ha richiesto l'impianto di ben 165 nuove piante di bosso, il ripristino completo del sistema di irrigazione, l'aggiunta di circa due metri cubi di terreno idoneo e interventi manuali di potatura e rimozione delle infestanti. Un approccio che privilegia la mediazione armoniosa tra natura e intervento umano, piuttosto che il mero dominio del territorio.

L'Isola di San Giorgio custodisce una storia stratificata che affonda le radici nel passato. Prima di diventare sede della Fondazione nel 1951, il territorio ha ospitato funzioni diverse nel corso dei secoli: un cimitero portoghese, un orto officinale benedettino durante il Medioevo, e successivamente un deposito militare. Oggi l'area monumentale della Fondazione Cini può contare su tre chiostri celebri: il chiostro del Buora e quello del Palladio, ai quali si aggiunge appunto il Labirinto Borges, creando un percorso culturale unico nel panorama veneziano.

La riapertura al pubblico rappresenta un momento significativo per la comunità cittadina e per gli appassionati di letteratura e architettura paesaggistica. Il labirinto non è una semplice anomalia estetica, bensì il frutto di una felice convergenza tra la visione letteraria di uno dei maggiori scrittori del Novecento e la sensibilità progettuale contemporanea. Visitando il giardino, gli ospiti potranno immergersi in uno spazio che riflette la complessità e l'ingegnosità caratteristiche dell'opera borgesiana, mentre calpestano terreno che racchiude secoli di storia veneziana.