Al di là delle emozioni sportive, il Mondiale 2026 regala anche spunti affascinanti sul fronte economico. Il portale specializzato Finance Football ha condotto un'analisi sugli ingaggi dei venti commissari tecnici presenti nella manifestazione, rivelando disparità significative negli investimenti delle federazioni. Il quadro che emerge è tutt'altro che scontato: il denaro messo a disposizione non sempre si traduce in risultati concreti sul terreno di gioco.

Carlo Ancelotti occupa la vetta della classifica con uno stipendio annuale di 10 milioni di euro alla guida della selezione brasiliana. Un compenso lauto che non ha impedito alla Seleção di fare una brutta figura, venendo eliminata negli ottavi da una sorprendente Norvegia. Malgrado la delusione mondiale, la federazione brasiliana ha deciso di mantenere fiducia nel tecnico italiano, confermando l'intenzione di proseguire la collaborazione in vista del prossimo appuntamento nel 2030. Alle spalle di Ancelotti si piazzano Julian Nagelsmann con 7 milioni (la Germania è stata eliminata ai rigori dal Paraguay) e Mauricio Pochettino con 6 milioni (gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta pesante per 4-1 dal Belgio).

Meno sorprendente ma comunque rilevante la situazione nel panorama sudamericano. Marcelo Bielsa si attesta al nono posto complessivo con 3 milioni di euro annui, una cifra che non ha salvato l'Uruguay dall'eliminazione nella fase iniziale e ha preceduto le dimissioni del tecnico argentino. Di tutt'altro tenore il caso che riguarda Lionel Scaloni: il commissario tecnico che ha riportato l'Argentina sul tetto del mondo riceve appena 2,3 milioni di euro l'anno, cifra considerata insufficiente dagli esperti del settore. A titolo di paragone, il collega Gustavo Alfaro, alla guida del Paraguay, percepisce 2,5 milioni. Néstor Lorenzo della Colombia e Sebastián Beccacece dell'Ecuador si attestano entrambi a 2 milioni, sebbene il secondo abbia lasciato l'incarico dopo l'eliminazione agli ottavi.

La disparità di trattamento economico riservato a Scaloni ha già attirato l'attenzione della federazione argentina. Il presidente Claudio Tapia avrebbe iniziato i contatti per rinegoziare il contratto e aumentare sensibilmente il compenso, riconoscendo così il valore aggiunto del vincitore della Copa América. Lo stesso allenatore non chiude le porte a una permanenza: "In questo momento la mia attenzione è concentrata unicamente sul torneo mondiale. Successivamente avremo modo di discutere con serenità della situazione futura", ha dichiarato in merito.

Tra le figure che meritano menzione spicca anche Luis De la Fuente, commissario tecnico della Spagna, che pur percependo 2 milioni di euro annui ha scelto di rimanere fedele al progetto iberico nonostante le pressioni economiche provenienti da altre federazioni. Un atteggiamento che sottolinea come la scelta di un allenatore non dipenda sempre unicamente dal fattore economico, ma anche da considerazioni legate al prestigio e al progetto calcistico.