Una giuria del tribunale di Park City, nello Utah, ha emesso un verdetto che racconta di un crimine premeditato dietro una maschera di rispettabilità. Kouri Richins, 35 anni, è stata dichiarata colpevole di omicidio aggravato, falsificazione e frode assicurativa per la morte del marito Eric, avvenuta il 4 marzo 2022. La sentenza definitiva, che potrebbe portare all'ergastolo, sarà pronunciata il 13 maggio prossimo.
I fatti emersi durante il processo disegnano il ritratto di una donna intrappolata in una crisi finanziaria senza via d'uscita. Richins operava come agente immobiliare ma si trovava sepolta sotto un monte di debiti pari a circa 4,5 milioni di dollari. Contemporaneamente, intratteneva una relazione extraconiugale con Robert Josh Grossmann, che in aula ha cercato di minimizzare il legame. Per risolvere i suoi problemi economici e liberarsi dal matrimonio, la donna aveva escogitato un piano: uccidere Eric e incassare una polizza assicurativa sulla sua vita da 2 milioni di dollari, che aveva sottoscritto falsificando la sua firma. Come ha sintetizzato il procuratore Brad Bloodworth durante l'arringa conclusiva, Richins "voleva abbandonare suo marito mantenendo però tutti i suoi soldi".
Il tentativo omicida non riuscì al primo colpo. Il 14 febbraio 2022, a San Valentino, Richins aveva già provato a eliminare Eric nascondendo il fentanyl dentro un panino. L'uomo accusò malessere ma sopravvisse. Tre settimane dopo, il 4 marzo, decise di riprovare con un metodo diverso: versò il potente oppioide sintetico in un Moscow Mule, il cocktail preferito del marito. Questa volta l'esito fu fatale. L'autopsia riscontrò nel corpo di Eric una concentrazione di fentanyl nel sangue cinque volte superiore alla dose letale. La droga era stata procurata illegalmente da un'infermiera con un passato di tossicodipendenza, che successivamente divenne testimone chiave dell'accusa.
A cementare il caso contro Richins fu la sua stessa traccia digitale. Gli inquirenti scoprirono nel suo telefono una serie di ricerche online rivelatrici che documentavano il percorso verso il crimine. Le cronologie web, unite alla testimonianza dell'amante e alle prove scientifiche, lasciarono poco spazio al dubbio. Ciò che rende ancora più inquietante la vicenda è il contrasto fra l'immagine pubblica di Richins come madre premurosa e scrittrice di libri per l'infanzia, e la realtà di una persona ossessionata dal denaro e dall'apparenza sociale, disposta a commettere un omicidio pur di mantenerla.