Il professor Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente legale della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, non ha dubbi nel giudicare le ultime decisioni giudiziarie come controproducenti e dannose. In un'intervista rilasciata a Open, Cantelmi sostiene che le autorità hanno commesso un errore significativo ordinando l'allontanamento della madre dai bambini, aggravando una situazione già delicata. «Un'istituzione dimostra la propria grandezza quando riconosce i propri sbagli», dichiara lo specialista, lanciando un appello implicito affinché il sistema giudiziario riveda le proprie posizioni.
La vicenda della cosiddetta «famiglia nel bosco» rappresenta uno dei casi più controversi degli ultimi anni in Italia. La coppia aveva scelto di vivere in isolamento nei boschi dell'Abruzzo con i propri figli, una scelta che ha attirato l'attenzione dei servizi sociali e del tribunale dei minori. Nel novembre scorso è stata loro revocata la responsabilità genitoriale, e i bambini sono stati collocati in una struttura a Vasto. Pochi giorni fa, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha emesso un nuovo provvedimento che prescrive il trasferimento dei minori in una diversa comunità e il completo distacco dalla madre.
Secondo Cantelmi, questa escalation di separazioni sta provocando danni psicologici significativi ai bambini. «I minori subiscono un accumulo di traumi: l'estirpazione dal loro ambiente abituale, l'allontanamento dal padre e infine la brusca separazione dalla madre senza alcun percorso psicologico preparatorio. Le conseguenze di queste decisioni si manifesteranno inevitabilmente nel loro futuro», avverte lo psichiatra. Nathan e Catherine, prosegue, «vivono in uno stato di dolore profondo».
Per quanto riguarda la caratterizzazione della coppia come genitori estremisti e isolazionisti, Cantelmi respinge categoricamente questa narrazione. «La rappresentazione dei Trevallion come persone fanatiche e ostili è superficiale e infondata», sostiene il perito. Secondo la sua valutazione professionale, si tratterebbe di individui con una propria visione del mondo, ma non necessariamente negligenti nei confronti dei loro figli.
Intanto, gli avvocati della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno depositato ricorso presso la Corte d'Appello dell'Aquila il 16 marzo scorso, opponendosi al provvedimento del tribunale. L'obiettivo dichiarato è ottenere la ricongiunzione del nucleo familiare. Cantelmi sottolinea l'urgenza della questione: «Ogni giorno che passa accresce ulteriormente il dolore di tutti gli interessati». La speranza è che le istanze di appello riescano a invertire il corso dei provvedimenti precedenti, almeno in parte, riducendo i danni psicologici ai minori e consentendo una riunione più consapevole della famiglia.