Roberta Bruzzone torna a commentare gli sviluppi del caso Garlasco, uno dei delitti che più ha segnato il dibattito pubblico italiano. La criminologa, che a breve debutterà su Rai2 con il programma «Dentro la Truffa», ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui affronta la questione con il rigore scientifico che la caratterizza. Secondo la sua valutazione, i nuovi elementi emersi dalla riapertura dell'inchiesta non forniscono sufficienti elementi per collegare Marco Sempio alla scena del crimine, prospettando dunque uno scenario di archiviazione.

L'occasione dell'intervista ha permesso di approfondire anche i dettagli personali della Bruzzone, figura poco incline alle confidenze pubbliche. Durante l'infanzia, il suo carattere investigativo si manifestava già in modo marcato. I genitori, per placare la sua irrequietezza, le raccontavano di una casa abbandonata nel vicinato, presuntamente abitata da persone pericolose, sperando che questo la dissuadesse dal curiosare. La strategia sortì però l'effetto opposto: Bruzzone divenne ossessionata dall'osservazione di quel luogo, studiandone ogni particolare durante le ore di lezione, mentre gli insegnanti spiegavano le loro materie. Questo atteggiamento culminò quando, insieme a due compagni di classe, decise di entrare nella casa proibita. La punizione arrivò, naturalmente, ma la giovane Roberta aveva ottenuto quello che cercava: scoprire la verità. Dentro non c'era nulla di sinistro, solo polvere e vuoto, nessuna figura minacciosa.

Quell'episodio, che Bruzzone definisce «formativo», rappresentò il momento cruciale che avrebbe indirizzato l'intero percorso accademico e professionale. Iscrivendosi alla facoltà di Psicologia presso l'Università di Torino, la futura esperta si impose obiettivi ambiziosi: completò il suo curriculum con esami aggiuntivi in medicina legale e criminalistica, intendendo costruire un profilo professionale ibrido che unisse discipline tradizionalmente separate. L'obiettivo era dar vita a una figura di «profiler», capace di combinare competenze psicologiche e investigative.

Nella stessa intervista, Bruzzone ha affrontato anche il tema della sua reputazione pubblica e delle critiche che spesso la riguardano. Con caratteristica schiettezza, ha dichiarato di non lasciarsi turbare dalle opinioni altrui, considerando la propria indifferenza al giudizio esterno come uno dei suoi principali punti di forza. Un atteggiamento che riflette la determinazione mostrata fin da bambina quando, di fronte al divieto, non arretrò fino a quando non ebbe certezze concrete.