Lamine Yamal sta disputando il suo primo Mondiale con la Spagna negli Stati Uniti, circondato dall'affetto della madre Sheila Ebana, del fratello minore Keyne, della fidanzata Ines Garcia e dei suoi amici più stretti. Una figura importante manca però sugli spalti: quella di suo padre, Mounir Nasraoui, il quale ha deciso di non raggiungere la nazionale spagnola per seguire le partite dal vivo. Una scelta che sorprende non poco, considerando che durante il recente Europeo vinto dalla Spagna era sempre stato presente accanto al figlio per sostenerlo.
Le ragioni dell'assenza sono state rivelate dallo stesso Mounir Nasraoui in una conversazione confidenziale con un albergatore di Mataró. Secondo quanto trapelato dai media spagnoli, il padre del talento offensivo soffre di epilessia, un disturbo neurologico che complica significativamente i viaggi su lunghe distanze. "Non so se riuscirò a venire, perché combatto contro l'epilessia", avrebbe confessato Nasraoui, spiegando così la difficoltà di intraprendere un volo intercontinentale verso gli Stati Uniti. La patologia rappresenta un ostacolo particolarmente rilevante in una rassegna mondiale itinerante come quella in corso, che si sviluppa tra Stati Uniti, Canada e Messico e costringe le squadre a continui spostamenti tra città lontane - dalla Georgia alla California, dal Texas fino al Messico.
Le difficoltà non si limitano al solo viaggio aereo. I frequenti trasferimenti e i cambiamenti di fuso orario, tipici di una competizione che occupa il globo, rappresentano ulteriori complicanze per chi deve gestire una malattia neurologica come l'epilessia. Il padre ha voluto condividere anche il peso emotivo della sua condizione, esprimendo il desiderio profondo di poterne essere libero: "Spenderei tutto quello che ho pur di guarire". Un'affermazione che sintetizza quanto sia gravoso per lui non poter stare fisicamente accanto al figlio in un momento così significativo della sua carriera calcistica.
Malgrado la distanza fisica, il legame familiare resta solido e il supporto non è venuto meno. Lo stesso Yamal ha sottolineato più volte l'importanza cruciale della sua famiglia nel percorso che l'ha portato a diventare uno dei giovani talenti più promettenti del calcio europeo. I genitori, in particolare, vengono indicati come i pilastri della sua formazione sia umana che sportiva, valori che continuano a guidarlo anche quando affrontano prove così significative come quella del Mondiale.