Un'ombra si estende sul reparto cardiochirurgico dell'azienda ospedaliera di Padova, uno dei fiori all'occhiello della medicina italiana. La Procura della città veneta ha avviato un'inchiesta preliminare, attualmente a carico di ignoti, in seguito a una denuncia ufficiale presentata dalla Regione Veneto. Al centro della vicenda ci sono quattro decessi di pazienti – di età compresa tra i 23 e i 60 anni – ricoverati presso il centro Gallucci per problemi cardiaci e morti nella struttura specializzata in cardiochirurgia e trapianti di cuore.
La denuncia è stata sottoscritta da un gruppo di cardiochirurghi interni al medesimo reparto, che hanno sollevato interrogativi sulla gestione clinica di questi quattro casi. Secondo quanto contenuto nell'esposto, gli specialisti avrebbero evidenziato come non sarebbe stato compiuto tutto il possibile per tentare di salvare i pazienti. La comunicazione ha raggiunto il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, il direttore sanitario, il rettore dell'Università di Padova e lo Spisal (organo di vigilanza sulla sicurezza), mettendo nero su bianco «una serie di critiche rilevanti concernenti l'organizzazione e la gestione» della struttura, con particolare riferimento alle conseguenze della nomina provvisoria di un direttore privo della medesima specializzazione medica.
La vicenda affonda le radici in una lotta per il controllo del centro. Il professor Gino Gerosa, che aveva guidato l'istituto con autorevolezza riconosciuta, ha lasciato l'incarico nel dicembre scorso in seguito alla sua nomina a assessore regionale alla Sanità in Veneto. La successione si è rivelata controversa: la scelta di nominare un direttore ad interim esterno alla disciplina specialistica ha generato malumori persistenti negli ambienti medici. La struttura è tuttora in attesa di un concorso pubblico che dovrà portare alla designazione definitiva di un nuovo direttore.
Gli estensori dell'esposto hanno denunciato come questa gestione transitoria abbia provocato «incertezza nella catena delle responsabilità cliniche e organizzative», creando un vuoto di comando in uno dei centri più delicati del panorama ospedaliero nazionale. La Procura ora dovrà verificare se effettivamente ci siano stati profili di responsabilità penale nella gestione di questi quattro decessi, e se le carenze organizzative denunciate abbiano avuto un ruolo determinante negli esiti fatali.