Fabio Rampelli, esponente di spicco di Fratelli d'Italia e vicepresidente della Camera, ha affrontato durante l'evento 'Piazza Italia' a Roma il tema del generale Vannacci e delle sue iniziative politiche. Con tono critico, il parlamentare ha definito Vannacci 'allo stato attuale un algoritmo', suggerendo che la sua azione è ancora priva di una struttura politica vera e propria. Secondo Rampelli, soltanto in un secondo momento Vannacci potrebbe trasformarsi in un partito vero, dotato di rappresentanze istituzionali e di un programma organico.
Riguardo al tema del confronto politico, Rampelli ha ribadito l'importanza di costruire alleanze sulla base di idee condivise e di programmi chiari, affinché gli elettori comprendano effettivamente le proposte dei diversi schieramenti. Ha inoltre sottolineato come sia necessario che le aggregazioni politiche avvengano attorno a contenuti sostanziali, piuttosto che su base personale o algoritmica.
Sul concetto di 'remigrazione', il vicepresidente della Camera ha ammesso di non avere una comprensione immediata del termine, ma ha chiarito la sua interpretazione personale. Secondo Rampelli, se per remigrazione si intende il rimpatrio di cittadini stranieri irregolari o di coloro che hanno compiuto reati, allora è pienamente d'accordo con questa pratica. Ha però escluso categoricamente qualsiasi interpretazione che rimandi a deportazioni di massa di stranieri senza una causa legittima.
Rampelli ha ricordato che simili operazioni sarebbero comunque impossibili dal punto di vista legale, poiché vincolate da convenzioni internazionali che proteggono i diritti umani. Ha quindi ritenuto improbabile che qualcuno intenda veramente procedere al rimpatrio indiscriminato di tutti gli stranieri presenti nel territorio nazionale. In conclusione, il parlamentare ha ribadito la necessità di rendere più efficienti i procedimenti di rimpatrio per chi è stato condannato e deve scontare la propria pena nel paese di origine.