Grottaglie si conferma ancora una volta capitale mondiale della ricerca ceramica contemporanea. La cittadina pugliese, da secoli simbolo della tradizione figulina italiana, accoglierà fino al 18 ottobre una selezione straordinaria di 81 opere provenienti da 29 Paesi diversi. Il Castello Episcopio, che ospita anche il Museo della Ceramica locale, diventerà il palcoscenico della 33ª edizione del Concorso Mediterraneo di Ceramica Contemporanea, promosso dall'amministrazione comunale sotto la direzione curatoriale di Lisa Hockemeyer, storica dell'arte e docente universitaria.
Su 410 candidature pervenute da artisti in 48 Paesi, la giuria internazionale composta da Corinne Julius, curatrice londinese esperta di design e artigianato contemporaneo, e Paola Centanni, direttrice di Palazzo Merulana a Roma, ha selezionato i lavori più rappresentativi della ceramica odierna. A vincere il premio principale è stata l'opera "Bivdu" dell'artista danese Christin Lokke: un bozzolo in argilla che racchiude storie e tradizioni dei popoli marittimi sami del nord Europa. Come ha sottolineato il sindaco Ciro D'Alò, il concorso vuole rappresentare "un ponte e un'occasione di dialogo in un momento in cui si costruiscono muri", riflettendo una visione inclusiva e universale.
La mostra si articola in due sezioni distinte. La prima, dedicata alla ceramica contemporanea, riunisce 66 opere che esplorano scultura, installazione e sperimentazione formale. La sezione "Grande Opera", invece, presenta 15 progetti di interventi scultorei e installativi pensati per dialogare direttamente con la città e la comunità. Qui ha trionfato la "Panchina Profilo Urbano" realizzata da Elena Buran e Chiara Marchegiani, uno spazio pubblico concepito come luogo di incontro e riconoscimento collettivo. Il Premio Under 35 con residenza d'artista, finanziato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe, è stato assegnato a Jihyun Kim della Corea del Sud, che ha creato un vaso in porcellana ispirato ai vasetti tradizionali usati dalle nonne coreane per proteggersi dagli spiriti maligni.
L'esposizione rappresenta un affascinante crocevia di culture e tecniche, con artisti provenienti da Argentina, Bulgaria, Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Grecia, Italia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Taiwan, Ucraina e Venezuela. Le opere in mostra interpretano l'argilla come un materiale senza tempo, capace di raccontare identità, memoria, questioni ecologiche e trasformazioni sociali attraverso un linguaggio contemporaneo e vitale. Dalla data di apertura, fissata al 4 luglio, gli visitatori potranno immergersi in un percorso che celebra come la materia ceramica rimane uno straordinario veicolo di espressione artistica nel nostro tempo.