Un'importante sentenza nel processo penale che coinvolge René Higuita, leggenda della porta colombiana nota per il soprannome 'El Loco', si è conclusa con l'ordine di confisca di una lussuosa villa situata nel quartiere El Poblado di Medellín. La decisione arriva dopo anni di indagini avviate dalla magistratura nel 2014, quando gli inquirenti hanno iniziato a indagare sulla provenienza effettiva dei fondi utilizzati per l'acquisto della residenza negli anni novanta.
Secondo quanto stabilito dalla corte di primo grado di Medellín, la proprietà immobiliare avrebbe avuto origini illegittime, collegandosi alle operazioni di riciclaggio di denaro proveniente dal famigerato cartello narcotrafficante guidato da Pablo Escobar. Il defunto boss, figure centrale della criminalità organizzata colombiana, fu ucciso dalle forze dell'ordine nel 1993. La città natale di Higuita è stata storicamente considerata il fulcro delle attività criminali escobariane, il che ha intensificato l'attenzione investigativa su transazioni immobiliari risalenti a quel periodo.
L'ex calciatore dell'Atlético Nacional, oggi 59enne, ha immediatamente manifestato l'intenzione di ricorrere contro il provvedimento restrittivo presso le autorità competenti. In una nota ufficiale, Higuita ha rigettato categoricamente le accuse, ribadendo che la casa sarebbe stata regolarmente acquistata utilizzando risorse finanziarie lecite disponibili agli inizi del decennio novanta. L'ex portiere ha sempre negato qualsiasi legame con organizzazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti.
La vicenda rappresenta un ulteriore capitolo della lotta della Colombia contro il riciclaggio di capitali sporchi, un fenomeno che continua a interessare persino personalità pubbliche di spicco. Il caso di Higuita evidenzia come le indagini su transazioni finanziarie risalenti all'era di Escobar proseguono ancora oggi, a distanza di tre decenni dal crollo del suo impero criminale.