A tredici anni di distanza, continua a pesare sullo spogliatoio belga il fantasma di una rottura sentimentale che ha messo fine a un'amicizia calcistica. Kevin De Bruyne e Thibaut Courtois, legati sin dall'adolescenza nel vivaio del Genk e poi colleghi nel Chelsea, si dividono lo stesso ambiente da atleti ma non da amici. La causa: uno scandalo amoroso esploso nel 2013 e mai veramente superato, nemmeno attraverso i successi condivisi della nazionale nei decenni successivi.
Tutto ha origine quando De Bruyne era ancora fidanzato con Caroline Lijnen, ex tennista belga con cui aveva intrapreso una relazione nel 2010. Nel 2013, durante un soggiorno a Madrid dove Courtois militava nelle file dell'Atletico Madrid, nacque un'attrazione tra la ragazza e il portiere, dando vita a una relazione che avrebbe cambiato per sempre gli equilibri del gruppo. La notizia diventò di dominio pubblico l'anno seguente, quando il centrocampista decidette di raccontare tutto nel suo libro "Keep It Simple". "Caroline mi ha tradito con Thibaut quando si è recata a Madrid. Quando ho scoperto tutto, la mia vita è crollata. Era una persona che vedevo quotidianamente con la nazionale", confessò amareggiato De Bruyne tra le pagine della sua autobiografia.
La versione di Lijnen, resa pubblica successivamente attraverso la rivista Story, offrì una prospettiva diversa dei fatti. Secondo il suo racconto, la coppia aveva già attraversato una fase critica a causa di un tradimento precedente di De Bruyne con una sua amica. "Gli avevo comunicato chiaramente i miei limiti. Sperava di poter ricominciare, ma non eravamo più gli stessi", dichiarò la donna, spiegando di aver trovato in Courtois il conforto emotivo che le era mancato per molto tempo.
La situazione rischiò di compromettere anche il Mondiale 2014. L'allora commissario tecnico Marc Wilmots non rimase neutrale: affrontò direttamente De Bruyne chiedendogli se preferisse l'esclusione del portiere dal gruppo. La risposta del giocatore fu pragmatica e dignitosa. "Non ritengo giusto che una questione personale influenzi le scelte tecniche della nazionale. È un ottimo portiere e il Belgio ha bisogno di lui", rispose De Bruyne, impedendo così uno strappo definitivo.
Da quella decisione fino ai giorni nostri, i due hanno comunque continuato a indossare la maglia rossa del Belgio, contribuendo ai quarti di finale del 2014, al terzo posto nel 2018 e alle successive partecipazioni alle competizioni internazionali. Eppure, nonostante i successi calcistici condivisi, il loro rapporto umano non è mai guarito. Passare dalla cameratella di adolescenti cresciuti insieme alla semplice cordialità tra professionisti ha rappresentato un prezzo pesante per entrambi, un costo invisibile che accompagna ancora oggi lo spogliatoio belga.