Cristina Plevani, nota al pubblico italiano per aver vinto la prima edizione del Grande Fratello e più recentemente l'Isola dei Famosi, ha deciso di rendere pubblico un problema che l'affligge da tempo: la ricezione costante di messaggi e contenuti sessualmente espliciti provenienti da sconosciuti attraverso i social network. L'ex gieffina ha condiviso uno screenshot di uno di questi messaggi molesti e ha lanciato un appello alle donne per aprire un dibattito su una pratica che ritiene diffusa e inaccettabile.
Nel suo sfogo pubblicato online, Plevani ha descritto con durezza il fenomeno, affermando di possedere «un collage di immagini compromettenti in galleria che farebbe invidia a una piattaforma pornografica», completo dei profili di provenienza dei mittenti. Ha rivolto domande retoriche a chi commette questi abusi, chiedendosi quale reazione queste persone si aspettino dalle donne destinatarie di simili contenuti non consensuali. Il tono del messaggio si è fatto progressivamente più critico nei confronti di chi adotta questi comportamenti, descrivendoli come «esseri piccoli e ignoranti» incapaci di comprendere veramente il genere femminile.
L'appello lanciato da Plevani ha trovato immediata risposta nella comunità online. Katia Pedrotti, sua collega dalla prima edizione del Grande Fratello oggi diventata influencer, ha commentato esprimendo incredulità e disgusto per questi comportamenti, affermando che non esiste limite alla degradazione che certi individui possono raggiungere. Numerose altre donne hanno utilizzato il post come occasione per testimoniare esperienze analoghe, condividendo strategie di difesa e chiedendo interventi più incisivi contro questi fenomeni.
Tra le proposte emerse nei commenti figurano il blocco immediato dei mittenti, la denuncia alle autorità competenti con richiesta di sanzioni più severe, e persino la possibilità di rendere pubbliche le identità di coloro che inviano contenuti molesti. La discussione ha evidenziato come il cyberstalking a sfondo sessuale rappresenti un problema strutturale nei social media, capace di colpire indiscriminatamente donne di qualsiasi profilo, dalle personalità pubbliche alle utenti comuni. La presa di posizione di Plevani ha quindi assunto i contorni di una denuncia generale verso una cultura digitale che ancora tollera comportamenti di molestia sessuale con scarsissime conseguenze per i responsabili.