Un sogno durato appena quarantotto ore. Torstein Traeen ha dovuto dire addio al Tour de France dopo aver indossato la maglia gialla, il simbolo del primato nella corsa francese. La brutta caduta accusata durante la sesta tappa, sulle pendici del Tourmalet, ha cambiato radicalmente i piani del corridore norvegese e della sua squadra Uno-X Mobility. Un contatto con il compagno di squadra Johannessen ha fatto precipitare il leader della classifica generale, causando conseguenze ben più gravi di quanto inizialmente temuto.
Giunto al traguardo con una trentina di minuti di ritardo dal vincitore della giornata Pogacar, Traeen ha perso la posizione di vertice che aveva costruito con un margine di quasi otto minuti su Pogacar e Vingegaard. Tuttavia, in quel momento il corridore non era ancora consapevole della serietà delle sue condizioni fisiche. Alle telecamere ha dichiarato con una certa incertezza: "Non riesco a valutare l'entità del danno. Dovremo attendere gli esiti delle radiografie. La testa duole e le costole non stanno granché, ma vediamo cosa emerge". Quella cautela si è trasformata in certezza quando i medici hanno riscontrato fratture multiple alle costole oltre a una commozione cerebrale.
Dinanzi a questo quadro clinico, la Uno-X Mobility non ha potuto che prendere l'unica decisione responsabile: il ritiro di Traeen dalla corsa. Continuare avrebbe significato esporre il norvegese a rischi sanitari considerevoli, soprattutto in relazione al trauma cranico diagnosticato. La Grande Boucle, per quanto rappresenti il culmine della stagione ciclistica, non poteva giustificare il proseguimento nelle condizioni di salute compromesse del leader.
La squadra scandinava non rimane però senza opzioni competitive. Tobias Johannessen, il compagno di squadra coinvolto nell'incidente, occupa attualmente la tredicesima posizione in classifica generale, distante poco meno di dieci minuti dal leader. L'obiettivo è ora ambizioso ma fattibile: rientrare nella top ten nei giorni conclusivi della competizione, replicando il settimo posto che lo stesso Johannessen aveva centrato nella scorsa edizione del Tour.