Christopher Nolan ha deciso di misurarsi con l'Odissea, l'archetipo narrativo che da tremila anni affascina l'umanità. Il regista britannico vede in quest'opera classica la matrice di tutti i suoi film: dall'epica di Interstellar alla trilogia del Cavaliere Oscuro, fino a Inception. "L'Odissea contiene in sé tutte le storie", spiega Nolan. "È un racconto di ritorno a casa, di crescita, di amore e morte, di perdita e guerra". Una sfida narrativa che il cineasta ha scelto di affrontare con mezzi spropositati, trasformando il progetto in un'operazione senza precedenti nel panorama cinematografico contemporaneo.

I numeri di questa impresa sono di per sé impressionanti. Il film dura poco meno di tre ore e ha richiesto un investimento di 250 milioni di dollari, il più cospicuo della carriera di Nolan. Ma il dato più rivoluzionario riguarda la tecnologia: si tratta del primo lungometraggio girato integralmente con cineprese IMAX su pellicola 70mm. Per realizzarlo sono state impiegate nuove generazioni di telecamere più leggere e soprattutto significativamente più silenziose, risolvendo il problema storico del rumore durante i dialoghi. La mole di materiale girato è strabiliante: oltre due milioni di piedi di pellicola IMAX 70mm, equivalenti a circa 610 chilometri, con soli costi di supporto stimati intorno ai tre milioni di dollari.

La visione di Nolan rimane fedele al suo metodo consolidato: privilegiare la realtà costruita alla virtualità. Le riprese hanno attraversato sei Paesi, dalla Grecia all'Italia (incluse Sicilia ed Eolie), passando per Marocco, Islanda, Scozia e Malta. Sono state utilizzate navi costruite fisicamente, scenografie monumentali e migliaia di comparse, riducendo al minimo il ricorso al green screen. L'elemento più emblematico è il celebre Cavallo di Troia: realizzato in scala gigantesca, raggiunge i dieci metri di altezza. Nolan ne ha fatto costruire più versioni per esigenze narrative diverse, alcune destinate alle scene esterne, altre agli interni dove gli attori agiscono. Una scelta stilistica radicale: il cavallo non ha ruote. È concepito come una massiccia struttura in legno che viene trascinata sulla spiaggia e poi dentro le mura cittadine mediante corde, rulli e la forza di centinaia di figuranti.

Dietro questa decisione c'è una riflessione estetica e concettuale: un cavallo senza ruote appare più credibile, più pesante, più visivamente imponente. Nolan ha confessato di nutrire quest'immagine nella mente da oltre vent'anni: il Cavallo di Troia inclinato sulla sabbia, simile a una gigantesca nave arenata, un'icona che rimanda al finale di "Il pianeta delle scimmie". La produzione uscirà nelle sale italiane il 16 luglio distribuita da Universal, con un cast che vede la partecipazione di Matt Damon tra gli altri interpreti. Un'ambizione senza compromessi: Nolan intende consegnare al cinema contemporaneo la sua personale versione della madre di tutte le storie, come recita il celebre verso che apre l'epica omerica.