L'opera esce dai teatri e invade il territorio. È questa la sfida raccolta da Gianmaria Aliverta, regista con esperienza nei principali palcoscenici europei, che ha concepito "Riflessi d'Opera": un format rivoluzionario dove gli spettatori non rimangono confinati in platea, ma entrano letteralmente nella scena insieme ai cantanti. L'evento pilota è dedicato alla "Traviata" di Verdi e si svolgerà a Orta San Giulio tra luglio e agosto. Quattro serate speciali trasformeranno il pubblico in quello che Aliverta definisce "spett-attori": partecipanti consapevoli che respirano la stessa aria dei musicisti, brindano ai loro fianco con bicchieri di spumante, e talvolta interpretano ruoli nella rappresentazione.

L'allestimento si sviluppa su tre location diverse, con un momento culminante sull'isola di San Giulio, raggiungibile via battello e straordinariamente aperta al pubblico in orario serale. Il concept elimina deliberatamente gli elementi tradizionali del teatro lirico: niente quinte sceniche, niente sipari, niente distanza fisica tra artisti e audience. Secondo il regista, questa scelta riduce i filtri che da secoli separano l'opera dal pubblico, permettendo ai presenti di cogliere ogni dettaglio emotivo della performance.

Aliverta non è nuovo a questo genere di iniziative. Da anni coordina VoceAllOpera, un progetto dedicato alla scoperta di giovani talenti operistici e alla diffusione della lirica in spazi non convenzionali, incluse le periferie milanesi. Il nuovo festival rappresenta l'evoluzione naturale di questo percorso: un'opera completamente autonoma focalizzata sulla dimensione immersiva e itinerante, con radici profonde nel territorio dove si sviluppa. "Per troppo tempo l'opera è rimasta segregata dietro convenzioni teatrali - ha dichiarato il regista - Qui vogliamo che il pubblico senta veramente la potenza della musica e della recitazione, non come spettatore passivo ma come protagonista del racconto stesso".

L'esperimento è programmato per il 24 e 25 luglio, con repliche il 21 e 22 agosto, sempre nella zona del Lago d'Orta. L'iniziativa rappresenta un tentativo di democratizzare l'accesso all'opera lirica, tradizionalmente percepita come un genere elitario e distante dal grande pubblico. Attraverso un'esperienza totalmente immersiva, il festival mira a dimostrare che la qualità artistica non deve necessariamente sacrificarsi quando si abbattono le barriere fisiche tra palcoscenico e pubblico.