Palazzo Farnese rinasce dal cantiere con uno splendore inaspettato. L'ambasciata francese in Italia, l'École Française de Rome e la Soprintendenza speciale di Roma hanno celebrato il completamento della nuova campagna di restauro delle facciate e dei tetti dell'iconico palazzo situato nel cuore della capitale. Un intervento significativo che restitituisce pieno lustro a uno dei gioielli architettonici più prestigiosi della Penisola, rimasto in lavori per un tempo considerevole prima di mostrarsi oggi libero dalle impalcature che lo occludevano.
L'edificio, terminato 473 anni fa, porta le firme di quattro giganti dell'architettura rinascimentale e barocca italiana. Come ha ricordato Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma, a disegnare le meravigliose facciate del palazzo è stato "un poker d'assi" composto da Antonio da Sangallo, Michelangelo, Giacomo Vignola e Giacomo Della Porta. Una straordinaria convergenza di genio creativo che ha generato un'opera destinata a diventare simbolo dello splendore artistico italiano nel mondo.
L'investimento economico sotteso a questo restauro è considerevole: il ministero francese dell'Europa e degli Affari Esteri, insieme al ministero dell'Istruzione e della Ricerca, ha stanziato complessivamente 8,5 milioni di euro per coprire l'intera operazione. L'ambasciatrice di Francia Anne-Marie Descotes ha sottolineato come questa mobilitazione di risorse rispecchi l'impegno franco-italiano nel preservare il patrimonio condiviso: "Questa dedizione costante esalta i valori che uniscono i nostri due Paesi". Ha inoltre rimarcato il contributo femminile significativo in questo progetto di lunga durata, ringraziando tutte le donne e gli uomini coinvolti nei lavori.
Brigitte Marin, direttrice dell'École Française de Rome, ha enfatizzato il valore simbolico del palazzo: "Vediamo finalmente questa struttura radiosa, libera da ogni armatura di cantiere e rigenerata. È per noi motivo di profonda gioia". Ha ribadito come Palazzo Farnese costituisca il simbolo vivente della relazione franco-italiana, un legame che affonda le radici in centocinquanta anni di presenza francese entro queste mura.
La rimozione delle ultime impalcature dal lato del Tevere ha rivelato appieno l'eleganza originaria dell'opera cinquecentesca. Il restauro delle facciate e delle coperture era stato preceduto da interventi nella piazza antistante, realizzati per commemorare un secolo e mezzo di occupazione francese, e da un precedente restauro già eseguito in occasione del Giubileo del 2000. Questo intervento si inserisce nel contesto del Giubileo 2025, confermando come Francia e Italia continuino a prendersi cura congiuntamente di uno dei capolavori del Rinascimento italiano.